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Previdenza professionale

2° pilastro

La previdenza professionale è il 2° pilastro del sistema svizzero delle assicurazioni sociali.


Informazioni generali sul 2° pilastro

La previdenza professionale sostiene come 2° di 3 pilastri il sistema svizzero di assicurazioni sociali. Se nella vecchiaia, in caso d’invalidità o di decesso viene a mancare una fonte di introiti, insieme alla previdenza statale (1° pilastro) e alla previdenza privata (3° pilastro) compensa le perdite e garantisce un reddito adeguato.

A cosa serve la previdenza professionale?

La previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità va a integrare le prestazioni dell'AVS e dell'AI. Mentre queste assicurano il fabbisogno vitale in caso di ricorso alla copertura previdenziale, la previdenza professionale consente un adeguato mantenimento dell’attuale standard di vita. Essa versa le prestazioni dal momento del pensionamento, nonché in caso di incapacità lavorativa o di decesso.

Su cosa si basa la previdenza professionale?

Importanti fondamenta sono rappresentate dalla Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP), nonché dal regolamento di previdenza della vostra cassa pensione.

La LPP è una legge quadro che contiene tra l’altro prescrizioni minime per l’ammontare delle prestazioni previdenziali. Il regolamento stabilisce soprattutto le prestazioni assicurate, il loro finanziamento e la relazione giuridica tra voi come persona assicurata e la cassa pensione.


Informazioni sui di rischi di invalidità e decesso

Nessuno sa che cosa può riservare il futuro. Attraverso la previdenza gettate un ponte sicuro verso il futuro, affinché voi e le persone che vi stanno più a cuore non vi ritroviate in una situazione di ristrettezze finanziarie a seguito di un evento imprevisto. “La mia cassa pensione” vi informa sulle modalità con cui siete assicurati nel 2° pilastro contro i rischi di invalidità o decesso.

Prestazioni in virtù della legge in caso d'invalidità
  • Rendita di invalidità
  • Rendite per figli d'invalido
Prestazioni in virtù della legge in caso di decesso
  • Rendite per vedovi / vedove
  • Rendite per orfani
Elementi di base

Al fine di coprire sotto il profilo finanziario i rischi di invalidità e di decesso, già a partire dai 18 anni siete assicurati obbligatoriamente nella cassa pensione – a condizione che intratteniate un rapporto di lavoro dipendente e percepiate almeno il salario minimo LPP. I contributi vengono ripartiti tra dipendente e datore di lavoro. In particolare, i contributi a carico del dipendente sono dedotti direttamente dal salario.

Rischio di invalidità

Dolori cronici alla schiena o alle articolazioni, sindrome da burnout o patologie del sistema nervoso: le cause che portano a un’inabilità al lavoro sono molteplici. Se purtroppo vi ritrovate in una situazione del genere e il vostro diritto alla protrazione del pagamento dello stipendio si estingue, il vostro reddito precedente viene meno. Tuttavia, la vostra cassa pensione copre almeno in parte questa perdita finanziaria. AXA Winterthur vi informa su chi ha diritto quando a quali prestazioni.

Rischio di decesso

Anche quando una vita volge al termine, quella dei superstiti prosegue inesorabilmente. Per poter guardare al futuro senza preoccupazioni finanziarie, la cassa pensione offre un adeguato sostegno – attraverso prestazioni commisurate alla situazione familiare.

 

Invalidità

Un infortunio o una malattia possono sconvolgere completamente i vostri progetti di vita. Sicuramente non è piacevole immaginare una simile eventualità – ma è indispensabile pensarci per tempo. La cassa pensione fa già questo per voi, e in caso di incapacità di guadagno vi fornisce una congrua assistenza sotto il profilo finanziario – di concerto con le altre assicurazioni sociali.

Quali prestazioni sono versate dalla cassa pensione in caso di invalidità?

La previdenza professionale si prefigge di garantire un reddito adeguato – sotto forma di una rendita d’invalidità e di un’eventuale rendita per figli di invalidi. Inoltre, prosegue per voi il processo di risparmio previdenziale per la vecchiaia.

  • Rendita di invalidità
    Aventi diritto

    Ha diritto a una rendita d’invalidità nella previdenza professionale chi percepisce una rendita anche dall’assicurazione d’invalidità (AI). Le prestazioni d’invalidità vengono riconosciute di norma allo scadere di un termine di attesa di 1 anno, a condizione che nell’arco di questo periodo siate stati ininterrottamente inabili al lavoro per almeno il 40 % e non abbiate ancora raggiunto l’età pensionabile.

    Ammontare delle prestazioni

    L’importo della rendita d’invalidità di legge viene calcolato sulla base dell’avere di vecchiaia disponibile e remunerato, unitamente alla somma degli accrediti di vecchiaia al netto degli interessi. L’importo così calcolato viene convertito in una rendita in base all’aliquota di conversione attualmente in vigore.

    Alcuni regolamenti di previdenza contemplano anche il pagamento di una rendita d’invalidità che non è determinata in funzione dell'avere di vecchiaia maturato, bensì si basa sul salario annuo assicurato o su quello AVS. In questo modo, le prestazioni percepite possono risultare migliori.

    A seconda del grado di invalidità, potete ricevere una rendita parziale oppure completa.
    • Dal 40% -  un quarto di rendita
    • Dal 50% -  mezza rendita
    • Dal 60% -  tre quarti di rendita
    • Dal 70% -  rendita completa 
       
  • Rendita per figli d'invalido
    Aventi diritto

    Se percepite una rendita d’invalidità, avete diritto anche a una rendita per figli d’invalido per ogni figlio a carico. Sono considerati titolari di un diritto al mantenimento i figli

    • fino al compimento del 18° anno di età
    • fino al compimento del 25° anno di età, qualora si trovino ancora in formazione
    • fino alla maturazione della capacità di guadagno qualora presentino un grado di invalidità pari o superiore al 70 % - tuttavia al massimo fino al compimento del 25° anno di età.
    Ammontare delle prestazioni

    L’importo della rendita per figli d'invalido ammonta per ciascun figlio al 20 % della rendita d'invalidità fissata dalla legge.

  • Coordinamento con altre prestazioni assicurate

    Secondo quanto previsto dalla legge, la cassa pensione inizia a corrispondere la rendita di invalidità una volta decorso un termine di attesa di 12 mesi. Qualora il datore di lavoro abbia tuttavia stipulato a favore dei propri dipendenti un’assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia, la cassa pensione può differire le proprie prestazioni fino all’esaurimento del diritto all’indennità giornaliera.

     

    Previdenza professionale

    Obiettivo del coordinamento: nel caso di un evento che comporta il versamento di prestazioni di previdenza (tra l’altro invalidità), la persona assicurata non deve beneficiare di una situazione finanziariamente migliore rispetto a quella precedente. Per questo motivo la cassa pensione può operare una riduzione delle prestazioni di invalidità qualora esse, sommate alle prestazioni di altre assicurazioni sociali (AI, assicurazione militare o contro gli infortuni), eccedano il 90 % del reddito presumibilmente perso.

 

Informazioni utili di base

In conformità con le prescrizioni del Consiglio federale, le prestazioni di invalidità vengono adeguate all’andamento dei prezzi (inflazione) dopo un periodo di 3 anni. Questo principio non trova tuttavia applicazione per le prestazioni sovraobbligatorie.

Il datore di lavoro è tenuto a notificare tempestivamente alla cassa pensione l’incapacità di guadagno del proprio collaboratore.

Decesso

Subire i colpi del destino è difficile, prevederli è del tutto impossibile. Al fine di offrire ai parenti più stretti un’adeguata protezione finanziaria a seguito di un evento infausto, la previdenza statale e quella professionale coprono questo rischio in modo progressivo. In particolare, la cassa pensione eroga le proprie prestazioni sotto forma di rendite vedovili e per orfani.

Rendite per vedovi / vedove

Le prestazioni versate dalla cassa pensione in caso di decesso sono tanto individuali quanto la vostra situazione familiare.

  • Aventi diritto
    Coniuge

    In caso di decesso di una persona sposata, il coniuge superstite ha diritto a una rendita vedovile fino al momento in cui contrae un nuovo matrimonio, oppure vita natural durante, a condizione che

    • debba provvedere al sostentamento di uno o più figli oppure
    • abbia un’età superiore a 45 anni e il matrimonio abbia avuto una durata di almeno 5 anni

    A seconda del regolamento della cassa pensione, il coniuge superstite può percepire la rendita anche sotto forma di capitale, oppure in aggiunta alla rendita riceve anche un capitale di decesso supplementare.

    Qualora i requisiti per una rendita non risultino adempiuti, il coniuge superstite riceve un'indennità unica di importo pari a tre rendite annue.

    Coniuge divorziato

    A seguito del decesso dell’ex consorte, il coniuge divorziato è equiparato alla vedova / al vedovo, a condizione che

    il matrimonio abbia avuto una durata di almeno 10 anni e

    nella sentenza di divorzio gli sia stata accordata una rendita o una liquidazione in capitale di importo pari a una rendita vitalizia.

    Partner registrato

    Il partner registrato superstite è equiparato a un vedovo.

    Partner convivente

    La concessione di una rendita a favore del partner convivente e le relative condizioni dipendono dalle norme fissate nel regolamento della cassa pensione. Informatevi direttamente sulle disposizioni che trovano applicazione per la vostra situazione specifica. 

  • Ammontare delle prestazioni
    La persona deceduta svolgeva ancora un’attività lavorativa

    La rendita vedovile prevista dalla legge è pari al 60 % della rendita d’invalidità a cui il defunto avrebbe avuto diritto.

    La persona deceduta percepiva già una rendita di vecchiaia

    La rendita vedovile prevista dalla legge è pari al 60 % della rendita di vecchiaia.

    La persona deceduta percepiva già una rendita d’invalidità

    La rendita vedovile prevista dalla legge è pari al 60 % della rendita d’invalidità.

 

Rendite per orfani

Formazione, interventi ortodontici o mezzi di trasporto pubblici causano costi elevati. Attraverso le rendite per orfani, la cassa pensione contribuisce a lenire le conseguenze finanziarie della mancanza di un reddito in famiglia.

  • Aventi diritto

    I figli della persona assicurata defunta hanno diritto a una rendita per orfani

    • fino al compimento del 18° anno di età
    • fino al compimento del 25° anno di età, qualora si trovino ancora in formazione
    • fino alla maturazione della capacità di guadagno qualora presentino un grado di invalidità pari o superiore al 70 % - tuttavia al massimo fino al compimento del 25° anno di età.
  • Ammontare delle prestazioni
    La persona defunta svolgeva ancora un’attività lavorativa

    La rendita per orfani prevista dalla legge è pari al 20 % della rendita d’invalidità a cui il defunto avrebbe avuto diritto.

    La persona deceduta percepiva già una rendita di vecchiaia

    La rendita per orfani prevista dalla legge è pari al 20 % della rendita di vecchiaia.

    La persona deceduta percepiva già una rendita d’invalidità

    La rendita per orfani prevista dalla legge è pari al 20 % della rendita d’invalidità.

 

Informazioni utili di base

Se non siete sposati e non avete figli, potete verificare nel regolamento chi ha diritto al percepimento di un eventuale capitale di decesso.

In conformità con le prescrizioni del Consiglio federale, le rendite obbligatorie per i superstiti vengono adeguate all’andamento dei prezzi (inflazione) dopo un periodo di 3 anni.

Il datore di lavoro è tenuto a notificare tempestivamente alla cassa pensione il decesso del proprio collaboratore.

Per gli assicurati presso una cassa pensione di AXA

Siete assicurati presso una cassa pensione di AXA e desiderate ulteriori informazioni in merito all’ordine dei beneficiari del capitale di decesso? Nel nostro Servizio documenti e formulari troverete tutte le risposte. Per accedervi, avete bisogno del vostro numero di contratto, riportato sul vostro certificato personale che ricevete ogni anno.



Tutto sul tema del divorzo nel 2° pilastro

Avete domande di carattere finanziario in tema di divorzio nell'ambito della previdenza professionale? «La mia cassa pensione» vi illustra tutti i passi necessari e le basi legali, affinché non vengano a crearsi ulteriori punti di discussione.

Una panoramica delle basi
  • Secondo il diritto in materia di divorzio la prestazione di libero passaggio acquisita durante il matrimonio viene divisa.
  • Il versamento delle prestazioni d’uscita avviene dopo una sentenza di divorzio passata in giudicato.
  • I fondi restano nella previdenza professionale.
Compiti e informazioni nel dettaglio

Nell’espletamento di un divorzio dovete tenere conto di quattro punti essenziali per la cassa pensione.

  • Normative di legge
    La compensazione previdenziale è una novità fondamentale del diritto in materia di divorzio entrato in vigore l’1.01.2000. Da allora ciascun coniuge, in caso di divorzio, ha diritto alla metà dei fondi della cassa pensione accumulati durante il matrimonio. In questi rientrano anche gli averi su conti o polizze di libero passaggio. I diritti hanno validità reciproca, indipendentemente dal regime patrimoniale.
  • Procedura

    La cassa pensione calcola la prestazione di libero passaggio oggetto della divisione. Per far questo necessita dei seguenti dati:

    • La data del vostro matrimonio
    • La data di separazione prevista

    Se al momento del divorzio non è subentrato alcun caso di previdenza (pensionamento, invalidità o decesso), la cassa pensione conferma l’attuabilità della suddivisione.

    L’importo calcolato e l’indirizzo di versamento vengono fissati nella sentenza di divorzio. Se il coniuge avente diritto è soggetto alla previdenza professionale, il versamento avviene a favore della sua cassa pensione oppure in caso contrario, su un conto o su una polizza di libero passaggio.

  • Conseguenze della suddivisione

    La detrazione da parte della cassa pensione dell’importo oggetto della divisione dal vostro avere previdenziale comporta le seguenti conseguenze finanziarie:

    • Riduzione delle rendite di vecchiaia previste
    • Eventuale riduzione delle prestazioni in caso d’invalidità e di decesso
  • Riscatto allo scopo di colmare la lacuna previdenziale
    Per colmare nuovamente la riduzione delle prestazioni che è venuta a crearsi è possibile effettuare un riscatto facoltativo nella cassa pensione. L’importo oggetto del riscatto può essere detratto dal vostro reddito imponibile. In generale gli importi oggetto del riscatto non possono essere svincolati sotto forma di capitale dalla previdenza professionale per 3 anni a partire dalla data del versamento. Questo periodo di blocco non vale per riscatti effettuati in occasione di un divorzio.


Domande e risposte sulla previdenza professionale

Quello della previdenza è un argomento ampio e complesso. Non solo nel suo insieme, bensì anche per quanto riguarda ciascun pilastro. Per le domande relative al 2° pilastro il portale "La mia cassa pensione" offre un servizio di contatto ottimale. I nostri esperti aiutano a fare chiarezza.

Associazione informazioni LPP (in francese)

Berufliche Vorsorge
Avete domande in merito alla vostra cassa pensione?

Forte di un team di 160 esperti che garantiscono una consulenza competente, l'associazione BVG Auskünfte dà informazioni gratuite su questioni concernenti la cassa pensione o la previdenza.

Date e luoghi d'informazione
Che cosa accade se la mia situazione professionale cambia?

Che si tratti di una variazione di salario, grado di occupazione o domicilio, nella previdenza professionale ogni cambiamento è chiaramente regolato.

  • Domicilio nell’UE
    Ricevo le prestazioni previdenziali (per pensionamento, invalidità, decesso) anche se trasferisco il mio domicilio nell’UE?

    Sì, ricevete le prestazioni della previdenza professionale indipendentemente dal vostro domicilio, a patto che siate stati una volta assicurati nel 2° pilastro e abbiate versato i contributi della cassa pensione.

  • Quali effetti ha sull'avere di vecchiaia il passaggio a un'occupazione a tempo parziale?
    Quali effetti ha sull'avere di vecchiaia il passaggio a un'occupazione a tempo parziale?

    Di norma le prestazioni previdenziali si riducono di conseguenza. L’avere che avete accumulato fino a quel momento resta immutato e continua a essere remunerato allo stesso modo, ma solitamente con il grado di occupazione si riduce anche il salario, il che comporta una riduzione dei contributi e dunque delle prestazioni (in caso di pensionamento, invalidità o decesso).

    Eccezione: la riduzione delle prestazioni può essere leggermente ammortizzata se il regolamento consente di adeguare al grado di occupazione la deduzione di coordinamento prevista dalla legge per la parte obbligatoria della previdenza professionale. In questo modo il "salario assicurato" si riduce in maniera meno marcata e la riduzione percentuale delle prestazioni è inferiore, poiché queste dipendono dal salario assicurato.

  • Modifica salariale: effetti sull’avere
    Quali effetti ha una modifica salariale sull’avere della cassa pensione e sulle prestazioni in caso d’invalidità o di decesso?

    Analogamente alla modifica salariale il vostro avere aumenta in misura maggiore o minore e influenza così di conseguenza le vostre prestazioni previdenziali. La modifica salariale si riflette però sulle prestazioni solo se

    • questa oscilla tra il salario massimo e quello minimo stabilito nel regolamento
    • nel regolamento non è stabilito alcun salario massimo e il salario è quindi assicurato senza limiti

    Se tuttavia nel regolamento è fissato un salario massimo assicurato che superate per via della vostra modifica salariale, le vostre prestazioni non possono essere ulteriormente adeguate.

  • Servizio militare o civile
    Per via del servizio militare o civile devo smettere di lavorare per un certo periodo. Il mio datore di lavoro è tenuto a versare i contributi LPP durante questo periodo di pausa?

    Sì, il vostro datore di lavoro è tenuto a versare i contributi.

 

Cosa devo sapere sul certificato personale?

Il certificato personale è uno dei più importanti documenti della cassa pensione per voi. Qui trovate risposte alle domande relative allo smarrimento, alla comprensione e al contenuto dello stesso.

  • Smarrimento del certificato della cassa pensione
    Cosa posso fare se smarrisco il mio certificato della cassa pensione (detto anche certificato di previdenza o certificato personale)?

    Notificate lo smarrimento presso la vostra cassa pensione, che vi invierà un nuovo certificato.

  • Variazione degli importi nel certificato personale
    Perché nel nuovo certificato personale il capitale di vecchiaia all’età ordinaria di pensionamento risulta improvvisamente più basso o più alto che nell’ultimo certificato?

    Possibili cause della variazione dei valori nel raffronto annuo sono variazioni del salario o del grado di occupazione, nonché modifiche del tasso d’interesse e dell’aliquota di conversione.

    Gli importi indicati sono valori provvisori che vengono stimati con un tasso d’interesse provvisorio per l’intera durata del calcolo (01.01.20XX fino all’età del pensionamento). Il tasso d’interesse ipotizzato per il calcolo viene di norma reso noto.

  • Carattere di garanzia delle prestazioni nel certificato personale
    Le prestazioni indicate nel certificato personale sono garantite?

    No, le prestazioni non sono garantite. La cassa pensione ricalcola ogni anno le presumibili prestazioni previdenziali sulla base di dati noti al momento del calcolo quali

    • salario annuo
    • salario assicurato
    • deduzione di coordinamento
    • tassi d’interesse per il calcolo estrapolato del capitale
    • aliquote di conversione per il calcolo delle prestazioni di rendita

    Le prestazioni effettive vengono calcolate con le basi e le disposizioni del regolamento valide esattamente nel momento in cui subentra il caso di previdenza (pensionamento, invalidità o decesso).

 

Quali servizi di contatto esistono e in cosa possono aiutarmi?

AXA Winterthur vi illustra chi è in grado di aiutarvi con competenza in caso di problemi e domande.

  • Fondi della cassa pensione creduti persi
    Dove posso trovare fondi della cassa pensione creduti persi?

    Rivolgetevi all’Ufficio centrale 2° pilastro di Berna.

    Domanda

    Oppure, se avete ancora con voi la documentazione della cassa pensione in esame, rivolgetevi direttamente a quest’ultima.

  • Utilizzo o estinzione di conti/polizze di libero passaggio disponibili
    Come posso utilizzare o annullare conti/polizze di libero passaggio ancora in essere?

    Se siete affiliati a una cassa pensione siete tenuti per legge a trasferire tutte le prestazioni d’uscita alla vostra attuale cassa pensione. Ciò può aumentare le vostre prestazioni di rendita.

    Per estinguere conti o polizze e trasferire l’avere alla vostra cassa pensione inviate una richiesta scritta e una polizza di versamento della vostra cassa pensione all'istituto di libero passaggio competente.

  • Questioni fiscali
    A chi mi devo rivolgere per questioni di carattere fiscale?

    Per questioni legate alle vostre prestazioni previdenziali, contributi, riscatti ecc. potete rivolgervi al vostro consulente presso la cassa pensione.

    In caso di domande più complesse e relative al vostro cantone di residenza l’amministrazione cantonale delle contribuzioni sarà lieta di fornirvi le necessarie informazioni.

    Nella guida alla vostra dichiarazione d’imposta, nonché alla pagina Internet dell’amministrazione delle contribuzioni del vostro cantone troverete inoltre numerose informazioni, ad esempio come dovete dichiarare le prestazioni previdenziali percepite e in che misura i contributi da voi versati nel 2° o nel 3° pilastro sono deducibili.

 

Domande frequenti su invalidità e decesso

Invalidità e decesso rappresentano una fonte di grande incertezza per il nostro futuro. Quali saranno le conseguenze? Che cosa bisogna fare? Quali sono le possibilità a nostra disposizione? AXA Winterthur vi illustra il funzionamento e le possibili soluzioni della previdenza professionale, affinché siate sempre pronti ad affrontare ogni evenienza.

  • Invalidità: prestazioni
    Quali prestazioni percepisco dalla mia cassa pensione in caso di invalidità?

    La cassa pensione vi corrisponde una rendita d’invalidità, il cui importo è definito in base al regolamento vigente.

    Se avete dei figli a carico, ai sensi della LPP avete inoltre diritto a una rendita per figli di invalidi di importo pari al 20 % della vostra rendita d’invalidità. Sono considerati titolari di un diritto al mantenimento i figli

    • fino al compimento del 18° anno di età
    • fino al compimento del 25° anno di età, qualora si trovino ancora in formazione
    • fino alla maturazione della capacità di guadagno qualora presentino un grado di invalidità pari o superiore al 70 % - tuttavia al massimo fino al compimento del 25° anno di età.
  • Decesso: il capitale non confluisce nella massa ereditaria
    Il capitale di decesso rientra nella massa ereditaria di una persona deceduta?

    No, il capitale di decesso non costituisce parte integrante della massa ereditaria ed è destinato esclusivamente alle persone designate come beneficiarie ai sensi del regolamento. Anche se un beneficiario rinuncia alla successione mantiene comunque il diritto al percepimento del capitale di decesso.

  • Decesso: regolamentare le pretese per via testamentaria
    Posso disporre per via testamentaria del mio capitale di decesso?

    No, purtroppo non è possibile. La legge e il regolamento della vostra cassa pensione stabiliscono chi ha diritto alle prestazioni di decesso.

    Per i casi che vanno oltre l’ordine dei beneficiari fissato dalla legge, la cassa pensione può definire su base individuale ulteriori disposizioni specifiche nel proprio regolamento. In caso di necessità, informatevi quindi su quali regolamentazioni trovano applicazione per la vostra situazione personale.

  • Decesso: designazione dei beneficiari
    In caso di mio decesso, chi riceve le prestazioni della cassa pensione?

    La legge e il regolamento della vostra cassa pensione stabiliscono chi ha diritto alle prestazioni in caso di decesso della persona assicurata. Le prestazioni vengono corrisposte sotto forma di una rendita e/o (a seconda del regolamento) di un capitale di decesso, e sono destinate in primis a coniuge, partner convivente e orfani.

    In assenza sia del coniuge / partner convivente, sia di orfani, l’ordine dei beneficiari fissato dalla legge prevede la designazione di ulteriori persone nel seguente ordine:

    • persone fisiche al cui sostentamento il defunto ha provveduto in modo considerevole, oppure la persona che ha convissuto ininterrottamente con questi durante i cinque anni precedenti il decesso o che deve provvedere al sostentamento di uno o più figli nati da una relazione con il beneficiario defunto
    • i figli che non rispondono ai requisiti del punto 1, i genitori e i fratelli / le sorelle
    • i restanti eredi legali

    Per i casi che vanno oltre l’ordine dei beneficiari fissato dalla legge, la cassa pensione può definire su base individuale ulteriori disposizioni specifiche nel proprio regolamento. In caso di necessità, informatevi quindi su quali regolamentazioni trovano applicazione per la vostra situazione personale.

  • Decesso: tutela per i superstiti
    In quale misura il mio coniuge / partner convivente e i miei figli sono tutelati nell’eventualità di un mio decesso?

    In caso di morte di una persona assicurata, le disposizioni di legge e regolamentari della cassa pensione contemplano di norma le seguenti prestazioni:

    • rendita per il coniuge – viene corrisposta anche in caso di unione domestica registrata
    • rendita per conviventi
    • capitale in caso di decesso
    • rendite per orfani

    L’ammontare e le modalità di corresponsione delle prestazioni, nonché le condizioni che consentono la maturazione di un diritto sono diversi a seconda della singola cassa pensione. Per ottenere indicazioni su base individuale, potete consultare il vostro certificato personale (detto anche certificato di previdenza o della cassa pensione) e il regolamento di previdenza della vostra cassa pensione, oppure rivolgetevi al vostro consulente.

    Se convivete con un/una partner (senza matrimonio né unione domestica registrata), dovete verificare se la vostra copertura contempla anche una rendita annua per conviventi. Se questa dovesse risultare assente o insufficiente, potete tutelare il/la vostro/a partner attraverso un'assicurazione in caso di decesso stipulata privatamente.

    Assicurazione di decesso privata

 

Domande e risposte sul divorzio

Bei einer Scheidung sind viele Fragen individuell zu klären. Einige Punkte gelten aber für alle. Unsere Experten legen für Sie eine solide Wissensbasis, damit Sie Ihre Scheidung in der beruflichen Vorsorge ohne Diskussion abwickeln können.

  • Diritti reciproci
    Cosa pago in caso di divorzio e chi lo decide?

    Una novità fondamentale del diritto in materia di divorzio entrato in vigore l’1.01.2000 è la cosiddetta compensazione previdenziale. Da allora ciascun coniuge, in caso di divorzio, ha diritto alla metà dell’avere di libero passaggio dell’altro coniuge accumulato durante il matrimonio. La condizione è che

    • almeno uno dei due coniugi sia affiliato a una cassa pensione
    • per nessuno dei due coniugi si sia fino a quel momento verificato un caso di previdenza (pensionamento, invalidità o decesso)

    I diritti hanno validità reciproca, indipendentemente dallo stato patrimoniale.

    Se il divorzio avviene ai sensi del diritto svizzero, il tribunale competente stabilisce l’importo e l’utilizzo delle prestazioni da trasferire e fissa la decisione in una sentenza di divorzio passata in giudicato.

    Una volta che la cassa pensione ha trasferito l’importo stabilito nella sentenza, ciò può comportare una riduzione del vostro futuro avere di vecchiaia. In questo caso avete la possibilità di effettuare un riscatto di pari importo e di aumentare di conseguenza le prestazioni previdenziali.

  • Scadenza per il riscatto dopo un divorzio
    Fino a quando è possibile effettuare un riscatto in seguito a un divorzio?

    In linea di principio un riscatto nella cassa pensione è possibile fino a che non si verifica un caso di previdenza (pensionamento, invalidità o decesso).



Spiegazione dei concetti principali: invalidità, decesso e divorzio

Aliquota di conversione

L'aliquota di conversione viene utilizzata per il calcolo della rendita annua. A tale scopo, viene moltiplicata per il capitale di vecchiaia disponibile. Il Consiglio federale stabilisce l'aliquota minima di conversione ai sensi della LPP.

 

Caso di previdenza

Per caso di previdenza si intende il raggiungimento dell'età pensionabile e il subentro di un caso di invalidità o di decesso.

 

Capitale in caso di decesso

Il capitale in caso di decesso è un importo che viene versato una sola volta ai superstiti contemplati dal regolamento al decesso della persona assicurata.

 

Caso di previdenza

Per caso di previdenza si intende il raggiungimento dell'età pensionabile e il subentro di un caso di invalidità o di decesso.

 

Conto di libero passaggio

Qualora si esca provvisoriamente o definitivamente da un istituto di previdenza, ad es. se si lascia definitivamente o provvisoriamente un posto di lavoro oppure si effettua un soggiorno all’estero, e non si è in grado di trasferire la propria prestazione di libero passaggio a un nuovo istituto di previdenza, si è obbligati a riscuotere l’avere di previdenza accumulato. A tale riguardo vi sono due possibilità:

  • si deposita la prestazione di libero passaggio su un conto di libero passaggio presso una fondazione di libero passaggio
  • si versa la prestazione di libero passaggio in una polizza di libero passaggio presso un istituto di assicurazione.

 

Convivenza

Per convivente si intende una persona

  • al cui sostentamento l’assicurato provvede in misura determinante
  • che ha ininterrottamente convissuto con l’assicurato negli ultimi cinque anni prima del decesso dello stesso
  • che deve provvedere al sostentamento di uno o più figli in comune

I conviventi non sono sposati né imparentati, e non vivono in un’unione domestica registrata.

 

Esonero dal pagamento dei contributi in caso d'invalidità

L'esonero dal pagamento dei contributi costituisce una prestazione assicurativa. Qualora prima del raggiungimento dell'età di pensionamento una persona diventi inabile al lavoro e/o invalida, al termine del periodo d'attesa concordato, decade l'obbligo di pagamento dei contributi. L'istituto di previdenza (per la vecchiaia) porta avanti la previdenza a proprie spese.

 

Grado d'invalidità

Il grado d’invalidità indica la limitazione della capacità lavorativa in termini percentuali. Il rispettivo grado è stabilito dall’AI.

 

Incapacità di guadagno

Si considera incapace al guadagno una persona che a causa di

  • malattia clinicamente accertabile
  • infortunio
  • infermità

non può esercitare parzialmente o per intero la propria professione o un'altra attività lavorativa confacente.

 

Invalidità

Per “invalidità” si intende la limitazione, permanente o di lunga durata, totale o parziale, della capacità lavorativa o di guadagno.

Polizza di libero passaggio

Qualora si esca provvisoriamente o definitivamente da un istituto di previdenza, ad es. se si lascia definitivamente o provvisoriamente un posto di lavoro oppure si effettua un soggiorno all’estero, e non si è in grado di trasferire la propria prestazione di libero passaggio a un nuovo istituto di previdenza, si è obbligati a riscuotere l’avere di previdenza accumulato. A tale riguardo vi sono due possibilità:

  • si versa la prestazione di libero passaggio in una polizza di libero passaggio presso un istituto di assicurazione.
  • si deposita la prestazione di libero passaggio su un conto di libero passaggio presso una fondazione di libero passaggio
Prestazione di libero passaggio

Qualora si esca anticipatamente da un istituto di previdenza, si ha diritto all’avere accumulato presso tale istituto, la cosiddetta prestazione di libero passaggio. L’importo della prestazione di libero passaggio è stabilito nel regolamento di previdenza. La legge sul libero passaggio garantisce una prestazione minima.

 

Rendita di vecchiaia

L'importo della rendita di vecchiaia risulta dalla moltiplicazione dell'avere di vecchiaia accumulato al pensionamento per l'aliquota di conversione valida in quel momento.

 

Regolamento di previdenza

Ogni istituto di previdenza disciplina mediante un proprio regolamento di previdenza l'organizzazione della previdenza professionale.

In ogni regolamento di previdenza devono essere definiti anche i seguenti parametri:

  • le diverse prestazioni (p.es. prestazioni di vecchiaia, invalidità e decesso
  • il tipo di finanziamento (p.es. annuale, trimestrale, posticipato)
  • le condizioni per il diritto alle prestazioni (p.es. obbligo di assistenza)
  • i diversi piani di previdenza (piano LPP, piano quadri)
  • le diverse collettività di assicurati (p.es. dipendenti, quadri)

Vedasi anche Regolamento.

 

Rendita

La rendita è una prestazione economica ricorrente versata alla persona assicurata per un periodo di tempo limitato o per tutta la vita.Rendita d'invalidità

 

Rendita per coniugi

Si considera rendita per coniugi una rendita per vedove/vedovi corrisposta al decesso del coniuge assicurato.

 

Rendita per figli d'invalido

Le persone che percepiscono una rendita d’invalidità hanno diritto, per ogni figlio a cui danno sostentamento, a una rendita per figli d’invalido. Hanno diritto di sostentamento i figli

  • fino al compimento del 18° anno di età
  • fino al compimento del 25° anno di età, se sono ancora in formazione
  • fino al raggiungimento della capacità di guadagno ma al massimo fino al compimento del 25° anno di età, se dimostrano un grado d’invalidità di almeno il 70 %.

Secondo quanto previsto dalle prestazioni minime legali LPP, l’importo della rendita per figli d’invalido ammonta al 20 % della rendita d’invalidità stabilita dalla legge.

 

Rendite per figli

Hanno diritto alle rendite per figli

  • i figli naturali e quelli adottivi
  • i figli affiliati della persona assicurata ai sensi dell’AVS/AI
  • i figliastri che, al momento del decesso della persona assicurata, erano interamente o in misura preponderante a suo carico.

 

Rendita per orfani

La rendite per orfani diventano esigibili nel momento in cui la persona assicurata decede e lascia figli aventi diritto. I figli hanno diritto alla rendita

  • fino al compimento del 18° anno d'età
  • fino al compimento del 25° anno d'età, se sono ancora in fase di formazione
  • fino al raggiungimento della capacità di guadagno, ma al massimo fino al compimento del 25° anno d'età, se presentano un grado d'invalidità pari o superiore al 70 %.

Secondo quanto previsto dalle prestazioni minime legali LPP, l’importo della rendita per orfani ammonta al 20 % della rendita d’invalidità stabilita dalla legge.

 

Rendite per figli

Hanno diritto alle rendite per figli

  • i figli naturali e quelli adottivi
  • i figli affiliati della persona assicurata ai sensi dell’AVS/AI
  • i figliastri che, al momento del decesso della persona assicurata, erano interamente o in misura preponderante a suo carico.

 

Rendite vedovili

Le rendite vedovili sono prestazioni economiche versate al coniuge della persona assicurata al decesso di quest'ultima.

 

Termine di attesa

Il termine di attesa è il periodo che intercorre tra il subentro dell'inabilità al lavoro e l'applicazione della rendita d'invalidità e/o l'esonero dal pagamento dei premi.



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