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Le risposte degli specialisti di AXA

Desiderate un’informazione in campo previdenziale, patrimoniale o assicurativo? I nostri esperti sapranno rispondere con competenza a tutti i vostri quesiti. 

 


Previdenza privata

  • Se dopo il pensionamento lavoro a tempo parziale posso continuare a effettuare...

    ...versamenti nel pilastro 3a e per quali importi?

    Questa estate andrò in pensione all’età di 65 anni. In seguito continuerò tuttavia a lavorare a tempo parziale per il mio attuale datore di lavoro. È vero che potrò continuare a effettuare versamenti nel pilastro 3a? E per quali importi?
    N.O., URNÄSCH

    Dal 1° gennaio 2008 le persone che continuano a svolgere un’attività professionale anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria AVS (donne: 64 anni; uomini: 65 anni) possono differire il percepimento della prestazione del pilastro 3a fino alla cessazione definitiva dell’attività lavorativa, continuando a beneficiare dei versamenti fiscalmente agevolati nel pilastro 3a. Ciò vale per un periodo massimo di 5 anni, ossia fino a 69 anni per le donne e a 70 per gli uomini. Nell’anno in cui termina l’attività lavorativa è ancora possibile versare e detrarre l’intero contributo dalle imposte. Per quanto concerne l’importo, vale quanto segue: se lei è già in pensione e non versa più contributi nella cassa pensione, può beneficiare della «grande detrazione». Per lei non trova quindi applicazione il limite massimo attualmente pari a CHF 6682, bensì può versare nel pilastro 3a fino al 20% del suo reddito da lavoro, per un massimo di CHF 33 408. A tale riguardo è indifferente se svolge un’attività indipendente o dipendente.
    Anche presso AXA Winterthur i clienti che continuano a lavorare dopo l’età pensionabile ordinaria possono effettuare versamenti fiscalmente agevolati nel pilastro 3a. Il suo consulente assicurativo sarà lieto di informarla sulle possibilità a sua disposizione.

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    Edizione 03/12

  • È vero che un'assicurazione sulla vita offre vantaggi fiscali...

    ...anche nella previdenza libera?

    Ho sentito dire che un’assicurazione sulla vita offre vantaggi fiscali anche nella previdenza libera. È vero? Prima davo per scontato che i vantaggi fiscali esistessero solo nella previdenza vincolata del pilastro 3a.
    O.J., RHEINFELDEN

    Anche nella previdenza libera (3b) gli assicurati beneficiano, a determinate condizioni, di interessanti vantaggi fiscali rispetto ai prodotti bancari. Tutti i proventi di un’assicurazione sulla vita quali interessi o eccedenze sono esenti dall’imposta sul reddito, se il versamento delle prestazioni assicurative avviene al più presto dopo 5 anni (10 per le assicurazioni sulla vita abbinate a fondi). Per le assicurazioni sulla vita finanziate con premio unico devono essere inoltre soddisfatte anche le seguenti condizioni per l’esenzione:

    • la polizza è stata stipulata prima del compimento del 66° anno di età dell’assicurato;
    • al momento del versamento, l’assicurato ha compiuto il 60° anno di età;
    • stipulante e assicurato sono la stessa persona.

    Nel corso della durata, inoltre, i proventi (interessi ed eccedenze) sono esenti dall’imposta preventiva. Come altri valori patrimoniali, un’assicurazione sulla vita della previdenza libera è soggetta all’imposta sulla sostanza per tutta la durata del contratto.

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    Edizione 02/12

  • Il mio patrimonio è più sicuro presso una banca che in un'assicurazione sulla vita?
    Ho investito gran parte dei miei risparmi in assicurazioni vita di AXA Winterthur. Ora, considerando la crisi in cui si trova l’euro, mi chiedo se i miei soldi non sarebbero stati più al sicuro presso una banca.
    URS B., BADEN

    Al contrario. I depositi bancari sono garantiti solo fino a CHF 100 000, mentre presso AXA Vita SA la garanzia si estende alla totalità degli averi detenuti nelle assicurazioni sulla vita del 3° pilastro. AXA Vita SA è una compagnia di assicurazioni iscritta nel registro di commercio svizzero ed è sottoposta al rigoroso controllo dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). La sorveglianza ha l’obiettivo di salvaguardare i diritti degli assicurati tutelandoli dalle conseguenze di un’eventuale insolvenza della compagnia di assicurazioni. AXA Vita SA è tenuta per legge a garantire i diritti dei beneficiari delle assicurazioni predisponendo un apposito patrimonio vincolato contenente tutti gli averi dei clienti e mezzi sufficienti per coprire le garanzie. Nel caso assai improbabile in cui AXA Vita SA fallisse, il ricavato del patrimonio vincolato sarebbe destinata a soddisfare dapprima i crediti derivanti dai contratti assicurativi. I beneficiari delle assicurazioni vantano quindi una posizione privilegiata rispetto agli altri creditori.
    Per i depositi bancari (conti e obbligazioni di cassa) invece il privilegio in caso di fallimento, chiamato «protezione dei depositanti», è limitato a CHF 100 000 per persona e banca. I debiti di questo tipo vengono regolati prima della maggior parte degli altri crediti non garantiti. La garanzia dei depositi delle banche svizzere e dei commercianti di valori mobiliari impone inoltre che il pagamento dell’avere coperto da garanzia – fino a CHF 100 000 – avvenga entro tre mesi dalla chiusura della banca o dell’attività del commerciante di valori mobiliari. Occorre però considerare che la garanzia complessiva dei depositi ha un tetto massimo di CHF 6 miliardi. In caso di fallimento di una grossa banca è quindi possibile che non tutto l’importo garantito possa essere interamente corrisposto. Oltre al suddetto privilegio in caso di fallimento per un ammontare massimo di CHF 100 000, gli averi previdenziali 3a presso una banca godono di una garanzia supplementare, ma non sono coperti dalla garanzia dei depositi per cui non vengono rimborsati immediatamente ai clienti.
    Per le banche cantonali (eccezioni: GE, VD e BE) si aggiunge anche una garanzia statale che copre i depositi oltre il massimale di CHF 100 000 fino a un importo fissato nella relativa legge cantonale. Anche PostFinance offre ai propri clienti un’ampia garanzia federale per i depositi ordinari, che però attualmente non si applica agli averi previdenziali 3a. In caso di fallimento per questi ultimi vale quindi solo il privilegio fino a CHF 100 000.
    In caso di fallimento, i titoli (ad es. azioni, obbligazioni e fondi d’investimento) vengono sottoposti a trattamento separato e consegnati ai clienti. Particolare attenzione deve essere prestata ai prodotti bancari strutturati con o senza protezione del capitale. Essi non rientrano nella protezione dei depositanti. Vi è pertanto il pericolo di perdere l’intero capitale investito se fallisce l’istituto finanziario. Ciò vale anche nel caso in cui un simile strumento sia proposto nell’ambito di un prodotto assicurativo abbinato a fondi d’investimento senza garanzia assicurativa. AXA Vita SA non distribuisce prodotti di questo genere.

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    Edizione 01/12

  • È ammesso utilizzare i mezzi del 3° pilastro per l’edificio aziendale?
    Sono titolare di un’agenzia di comunicazione con due impiegati. Vorrei rimborsare una parte dell’ipoteca della mia casa, in cui peraltro ha sede anche l’agenzia. Posso prelevare anticipatamente il capitale del 3° pilastro?
    R. M., San Gallo

    Sì, in linea di principio è possibile. Al pari del finanziamento della proprietà abitativa ad uso proprio, il rimborso delle ipoteche in essere rappresenta una delle cinque possibilità in cui il capitale del 3° pilastro può essere prelevato anticipatamente. La condizione preliminare è che lei abiti personalmente nella sua casa e che si tratti del suo domicilio ufficiale. In questo caso, lei può prelevare ogni cinque anni il capitale del pilastro 3a. Un prelievo è inoltre possibile nelle seguenti eventualità:

    • in caso di avvio di un’attività lavorativa indipendente o di passaggio a un lavoro indipendente di altro genere (entro un anno dall’inizio dell’attività o dal passaggio a una professione di diverso tipo)
    • in caso di riscatto nella previdenza professionale (2° pilastro)
    • in caso di abbandono definitivo della Svizzera (espatrio)
    • nonché in determinate circostanze in caso di invalidità.

    Altrimenti, un prelievo dalla previdenza vincolata (pilastro 3a) può avvenire sostanzialmente soltanto non prima di cinque anni dal raggiungimento dell’età pensionabile AVS. Le assicurazioni sulla vita nella previdenza libera (pilastro 3b) sono invece molto più f lessibili per quanto riguarda le possibilità di riscatto. A determinate condizioni, è possibile beneficiare di privilegi fiscali anche nel pilastro 3b (nessuna imposta sul reddito per i proventi).

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  • Svolgo un'attività indipendente e ho un impiego fisso al 40% presso una PMI. Quanto posso versare al massimo nella previdenza vincolata (pilastro 3a)?
    Sono impiegata presso il mio datore di lavoro soltanto al 40 %. Svolgo poi un’attività indipendente come consulente. Qual è l’importo massimo che posso versare nella previdenza vincolata (3a)?
    B. J., Yverdon

    Al fine di rispondere alla sua domanda è essenziale stabilire se lei è affiliata o meno a una cassa pensione. Tale affiliazione sussiste se vengono versati contributi in una cassa pensione da parte sua in quanto persona assicurata e/o dal suo datore di lavoro. In questo caso, trova per lei applicazione per il pilastro 3a il limite massimo attualmente pari a CHF 6739 all’anno – anche se i contributi CP da lei versati risultano proporzionalmente inferiori in virtù della sua occupazione a tempo parziale. Se invece non è affiliata a una cassa pensione né come dipendente, né nella sua funzione di lavoratrice indipendente, può usufruire della cosid detta «grande detrazione». In altre parole, può versare annualmente nel pilastro 3a fino al 20% del suo reddito da lavoro (derivante dalla sua attività sia indipendente che dipendente), tuttavia fino a un importo massimo attualmente pari a CHF 33'696. Il reddito lavora tivo determinante per gli autonomi è definito come segue: il saldo del conto perdite e profitti, inclu se eventuali rettifi - che fiscali e dopo la deduzione dei contributi personali di AVS/AI/IPG. Il reddito da attività lucrativa comprende anche eventuali utili provenienti da incrementi di valore realizzati sulla sostanza commerciale. Per i lavoratori dipendenti è invece determinante il reddito netto secondo la dichiarazione d’imposta, dopo la deduzione di AVS/AI/IPG.

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    Edizione 02/13

  • Mia moglie, che collabora nel mio negozio tre pomeriggi la settimana, può...

    ...effettuare versamenti nel pilastro 3a?

    Sono un lavoratore autonomo e ho un negozio di elettrodomestici, dove mia moglie svolge varie attività amministrative per tre pomeriggi la settimana. Può effettuare versamenti nel pilastro 3a?
    S.O., Nyon

    Per i coniugi vige il principio secondo cui essi possono effettuare separatamente versamenti nel pilastro 3a (previdenza vincolata) qualora entrambi conseguano un reddito soggetto ad AVS in Svizzera. Se un partner collabora nel negozio del coniuge, sotto un profilo giuridico si presuppone tuttavia che ciò avvenga nell’ambito dell’obbligo di assistenza coniugale. In questo caso, il coniuge coadiuvante non può effettuare versamenti nel pilastro 3a. Tali versamenti sono possibili soltanto laddove sussista effettivamente un rapporto di lavoro, per il quale vengono conteggiati salario e AVS. La moglie deve pertanto stipulare un proprio contratto nella previdenza vincolata.

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    Edizione 01/13

  • È possibile un prelievo anticipato?
    Sto valutando la possibilità di dare una svolta alla mia vita professionale, avviando un’attività indipendente. È vero che a tale scopo posso prelevare una parte del mio pilastro 3a?
    E.S., Moudon

    Un prelievo anticipato dell’avere disponibile nella previdenza vincolata (pilastro 3a) per l’avvio di un’attività lavorativa indipendente è possibile nei seguenti due casi:

    a) se dopo avere esercitato un’attività dipendente se ne inizia una indipendente e non si è più sottoposti alla previdenza professionale obbligatoria;
    b) se si abbandona la precedente attività indipendente e se ne inizia una nuova di altro genere.

    Per la causale di prelievo «attività lavorativa indipendente» deve essere tuttavia ritirato l’intero avere di previdenza; un prelievo parziale non è ammesso! Se lei ha dunque una polizza di previdenza 3a, è necessario riscattarla integralmente. Allo stesso modo, un conto o un deposito di previdenza 3a devono essere liquidati in modo completo. Il prelievo anticipato va richiesto prima dell’avvio della (nuova) attività lavorativa indipendente. Se lei è sposato o vive in unione domestica registrata, per l’operazione è necessario il consenso scritto del coniuge o del partner registrato. Laddove i requisiti suindicati non risultino adempiuti e non sia presente alcun altro motivo di prelievo anticipato, trova sostanzialmente applicazione quanto segue: la corresponsione della previdenza vincolata può essere effettuata al più presto cinque anni prima del raggiungimento dell’età pensionabile AVS (ossia dai 60 anni per gli uomini e dai 59 anni per le donne).

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    Edizione 03/13

  • Quanto sono sicure le assicurazioni a premio unico abbinate a...
    ...un certificato bancario?
    Il consulente di un’altra assicurazione mi ha sottoposto un’offerta per un’assicurazione a premio unico abbinata a un certificato bancario, che a suo dire offre una garanzia più elevata e un potenziale di rendimento maggiore rispetto a un prodotto classico. Ho letto invece che simili strumenti non sono sicuri. Come stanno le cose veramente?
    K.P., Laufenburg

    Per questo tipo di assicurazioni sulla vita il soggetto che eroga le prestazioni – garantite stando alle promesse – spesso non è una compagnia di assicurazione, bensì una banca, il che espone al rischio d’insolvenza della stessa. Ciò significa che, in caso di fallimento della banca, il cliente potrebbe perdere l’intera somma investita malgrado la garanzia. Per i prodotti con garanzia assicurativa, invece, l’avere è collocato nel patrimonio sicuro e vincolato dell’assicuratore, sottoposto al controllo dell’Autorità di vigilanza dei mercati finanziari e regolato da severe direttive d’investimento. In caso di fallimento tale patrimonio vincolato gode di una speciale tutela in quanto non confluisce nella massa fallimentare. AXA Winterthur offre esclusivamente prodotti con garanzia assicurativa fornita da AXA stessa. Rifletta bene prima di esporsi a un simile rischio d’insolvenza. Se vuole andare sul sicuro le consigliamo un’assicurazione a premio unico garantita da un’assicurazione.

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    Edizione 03/11

  • In qualità di lavoratore indipendente, a cosa devo prestare attenzione nel...

    ...pianificare la previdenza?

    Ho intenzione di mettermi in proprio come coach e istruttore. Dato che ho due figli, non voglio trascurare l’aspetto previdenziale, anche se per i primi anni dovrò fare i conti con un reddito piuttosto basso. A cosa devo prestare particolare attenzione nel pianificare la mia previdenza?
    A. M., Zurigo

    È saggio che lei pensi anche all’aspetto previdenziale, che spesso, nel compiere il passo verso un’attività indipendente, viene trascurato. Se intende investire tutto il suo avere previdenziale del secondo e terzo pilastro nella sua attività, dovrebbe assolutamente tener presente le conseguenze economiche in caso  d’invalidità o di decesso. Infatti, se in seguito a una malattia o un infortunio, lei fosse impossibilitato a svolgere un’attività lavorativa, ciò inciderebbe in modo grave sulla sua situazione economica e su quella della sua famiglia, in quanto, mancando ulteriori coperture, lei disporrebbe solo della rendita del primo pilastro (assicurazione invalidità), assolutamente inadeguata a coprire il fabbisogno finanziario. La stessa cosa vale in caso di decesso: i familiari superstiti percepirebbero solo le prestazioni del primo pilastro (AVS).
    Dato che la tutela previdenziale in caso di passaggio a un’attività in proprio rappresenta una questione piuttosto complessa, soprattutto quando c’è una famiglia a cui pensare – come nel suo caso – è consigliabile ricorrere alla consulenza di uno specialista in materia, che, nel corso di un primo colloquio individuerà il suo fabbisogno previdenziale, indicando le lacune in caso d’invalidità, di decesso e al pensionamento. Successivamente, preparerà con lei un piano di  previdenza che tiene conto delle sue possibilità economiche. È importante che i rischi diretti in caso di invalidità o di decesso siano coperti subito. Poi si deve provvedere alla previdenza per la vecchiaia. A tale proposito è fondamentale riavviare quanto prima il processo di risparmio. In tal modo si può nuovamente beneficiare dell’interesse composto e dei vantaggi fiscali del pilastro 3a e/o del secondo pilastro, evitando possibili svantaggi economici in età avanzata.

    Articolo

    Edizione 01/10

  • Come posso tutelare la mia famiglia in caso di bancarotta della mia impresa?
    Sono proprietario di una piccola impresa artigianale, registrata come ditta individuale. Dato che sono tenuto a rispondere con l’intero patrimonio privato, come posso tutelare mia moglie e i miei figli in caso di fallimento? Un amico che lavora nel settore assicurativo mi ha detto che ciò sarebbe possibile con l’ausilio di un’assicurazione sulla vita.
    Hans S., Berna

    L’affermazione del suo amico è corretta. Per soddisfare il suo scopo di previdenza familiare, l’assicurazione sulla vita beneficia di privilegi giuridici in caso di fallimento o di procedura esecutiva contro lo stipulante. Nella previdenza libera (pilastro 3b) ciò vale in particolare se nella polizza sono stati indicati quali beneficiari la moglie o i discendenti. In caso di fallimento o esecuzione forzata la polizza viene risparmiata e trasferita con tutti i diritti e doveri alla moglie o ai figli beneficiari. Anche una polizza di assicurazione vita nella previdenza vincolata (pilastro 3a) non rientra nella procedura di esecuzione forzata. A condizione però che la designazione dei beneficiari sia avvenuta prima che il fallimento o l’insolvenza fossero prevedibili.

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    Edizione 03/10

  • Posso impiegare i fondi del 3° pilastro per l'apertura di un'azienda di franchising?
    Sto accarezzando l’idea di aprire un negozio in franchising. Un conoscente, di lavoro consulente previdenziale, mi ha detto che potrei prelevare del denaro dalla previdenza vincolata. È vero?
    A.K., Lucerna

    Nel caso da lei prospettato, un prelievo dovrebbe essere possibile senza problemi. I prelievi anticipati dalla previdenza vincolata sono consentiti per il finanziamento della proprietà abitativa, per l’avvio di un’attività lavorativa autonoma, per il riscatto nella previdenza professionale (2° pilastro), in caso di partenza definitiva dalla Svizzera e, in determinate circostanze, in caso di invalidità. Altrimenti, un prelievo dal pilastro 3a può avvenire sostanzialmente soltanto non prima di cinque anni dall’età pensionabile AVS. Per contro, le assicurazioni sulla vita nella previdenza libera (pilastro 3b) risultano nettamente più f lessibili in termini di prelievo anticipato, e a determinate condizioni è possibile beneficiare anche in questo caso di privilegi fiscali (nessuna imposta sul reddito per i proventi). Per poter prelevare il capitale del pilastro 3a, si rivolga agli uffici presso cui ha stipulato il contratto o i contratti (banca o assicurazione).

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    Edizione 04/10

  • In qualità di prepensionato è possibile continuare a eseguire versamenti nel 3° pilastro?
    Sto accarezzando l’idea di richiedere un pensionamento anticipato. Quali sono le conseguenze per la mia polizza 3a, in scadenza quando avrò 65 anni? Posso continuare ad effettuarvi versamenti?
    K.S., Interlaken

    I contratti della previdenza vincolata (pilastro 3a) possono essere stipulati soltanto da persone che conseguono un reddito da attività lucrativa o un reddito sostitutivo soggetto a obbligo di AVS/AI. In caso di cessazione dell’attività lavorativa, per motivi legali viene meno la possibilità di versamento dei contributi, anche se la scadenza contrattuale non è stata ancora raggiunta. Dopo il pensionamento anticipato non è quindi consentito effettuare versamenti in una polizza 3a. Lei ha quindi le possibilità di seguito riportate.
    Cambiamento di previdenza: il contratto viene proseguito nell’ambito della previdenza libera (pilastro 3b). Questa soluzione comporta il vantaggio di lasciare invariata la protezione del rischio, garantendo il raggiungimento dell’obiettivo di risparmio. AXA Winterthur offre questa possibilità per la maggior parte dei suoi prodotti, senza alcuno svantaggio per il cliente. Qualora la durata contrattuale residua nella previdenza libera sia inferiore a cinque anni, l’assicurazione è soggetta per legge alla tassa di bollo. Assieme al suo consulente tributario può valutare se tale opzione risulta opportuna per la sua polizza sotto il profilo fiscale.
    Esonero del contratto dal pagamento dei premi: in questo caso il contratto viene proseguito fino alla scadenza senza ulteriori premi. L’imposta sul reddito viene applicata soltanto al momento della corresponsione, quando il capitale esce dalla previdenza vincolata. Allo stesso modo, l’importo è soggetto all’imposta sulla sostanza soltanto dopo tale momento.
    Riscatto della polizza: se vuole disporre immediatamente del suo denaro, può anche riscattare il contratto. Per sapere il valore di riscatto attuale della sua polizza può rivolgersi al suo consulente. I riscatti prima del 60° anno di età (59° per le donne) sono possibili soltanto in determinati casi regolamentati dalla legge, ad esempio per il finanziamento della proprietà abitativa, l’avvio di un’attività indipendente, il riscatto presso un istituto di previdenza del 2° pilastro o in caso di partenza definitiva dalla Svizzera.

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    Edizione 02/11

 

Previdenza professionale

  • Alla mia morte, la mia ex moglie ha diritto a prestazioni per superstiti erogate dalla...

    ...mia previdenza?

    Dopo 15 anni di matrimonio ho chiesto il divorzio e ora convivo con la mia nuova compagna. Alla mia morte, la mia ex moglie ha diritto a prestazioni per superstiti erogate dalla mia previdenza?
    FELIX W., WINTERTHUR

    Nel caso in cui, in base alla sentenza di divorzio, lei debba corrispondere una rendita di mantenimento alla sua ex moglie, alla sua morte quest’ultima ha diritto a una rendita per vedove, a patto che l’obbligo di mantenimento sussista al momento del decesso. Dopo la morte dell’ex coniuge, il coniuge divorziato è equiparato alla vedova o al vedovo a condizione che il matrimonio sia durato almeno dieci anni e che, in virtù della sentenza di divorzio, gli sia stata assegnata una rendita oppure un’indennità in capitale invece di una rendita vitalizia (art. 20 cpv. 1 lett. b OPP 2).
    La stessa disposizione è contemplata anche dal nostro regolamento per la previdenza di base LPP e per quella complementare. A settembre 2011 il Tribunale federale (DTF 137 V 373 E.6) ha stabilito che, alla morte dell’ex coniuge, la moglie divorziata riceve una rendita per vedove dalla cassa pensione dell’ex marito anche se questi ha dovuto versare una rendita di mantenimento solo per un periodo limitato.

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    Edizione 01/12

  • Quali ripercussioni può avere un pensionamento flessibile sulle prestazioni di vecchiaia?
    Volendo andare in pensione anticipatamente, già nel 2007 mi ero informato su quanto ammontasse il riscatto massimo ammesso per compensare le riduzioni di prestazioni e avevo poi versato tale somma. Adesso ho deciso di rinunciare a tale opzione, preferendo piuttosto un pensionamento in due fasi. Questa decisione ha ripercussioni sulle mie prestazioni di vecchiaia?
    S. G., Stäfa

    Gli istituti di previdenza che consentono i riscatti al fine di compensare le riduzioni di prestazione in caso di pensionamento anticipato sono tenuti ai sensi dell’art. 1b cpv. 2 OPP2 a strutturare i piani previdenziali in modo tale che, in caso di rinuncia a tale opzione, l'obiettivo prestazionale previsto dal regolamento non sia superato di oltre il 5%. Poiché il suddetto articolo trova applicazione anche per il pensionamento flessibile, la sua domanda è giustificata. Le raccomando pertanto di contattare il prima possibile il suo istituto di previdenza al fine di evitare che le prestazioni di vecchiaia vengano ridotte a seguito del superamento della clausola del 105%.

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    Edizione 04/11

  • Riscatto da parte del datore di lavoro per un dipendente
    In veste di presidente del CdA di una SA vorrei effettuare un riscatto nella previdenza professionale a favore di uno dei dipendenti. I fondi per questa operazione proverrebbero dal mio patrimonio privato. È lecito?
    C.Z., Bassersdorf

    Sì. Vi sono spesso situazioni in cui il datore di lavoro o un soggetto terzo desiderano trasferire all’assicurato mezzi finanziari per un motivo giuridico diverso dal rapporto di lavoro, e ciò si traduce perlopiù in un versamento diretto nella cassa pensione del dipendente. Alla luce degli accertamenti condotti presso l’Amministrazione federale delle contribuzioni, è importante che notifica del riscatto ed esecuzione vengano gestite separatamente. La notifica deve essere effettuata personalmente dall’assicurato, in modo tale che l’istituto di previdenza possa verificare in qualsiasi momento l’ammissibilità del riscatto ed eventualmente rifiutarlo. Per contro, il trasferimento dei fondi può avvenire senza partecipazione attiva dell’assicurato. Ai fini della valutazione fiscale, di norma la provenienza dei mezzi (fonte) non è più rilevante. Va tuttavia considerato che, a seconda del motivo giuridico (donazione / prestazione in denaro, ecc.), la persona assicurata può risultare fiscalmente imponibile.

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    Edizione 03/13

  • Ho 60 anni e penso al mio pensionamento. Vorrei ridurre il mio grado lavorativo del 25 percento. Cosa succederebbe se in futuro il mio salario annuo dovesse aumentare di nuovo?
    Ho 60 anni e penso al mio pensionamento. Ora ho un salario annuo di 150'000 franchi. Vorrei ridurre il mio grado lavorativo del 25 percento, con una conseguente contrazione del salario. Cosa succederebbe se in futuro il mio salario annuo dovesse risalire a 180'000 franchi?
    M.P., Schlieren

    Nell’ambito dei provvedimenti volti ad agevolare la partecipazione al mercato del lavoro per i dipendenti più anziani è stato emanato l’art. 33a LPP. Secondo tale disposizione, l’istituto di previdenza può stabilire nel proprio regolamento che, dietro richiesta degli assicurati il cui stipendio si riduce al massimo della metà dopo il compimento del 58° anno di età, la previdenza venga mantenuta invariata sui livelli del precedente guadagno assicurato. Questa disposizione di legge è stata recepita nel regolamento della nostra Fondazione collettiva.

    Nel suo caso ciò significa che, nonostante la riduzione salariale del 25 percento, lei può sostanzialmente continuare ad assicurare il salario annuo di 150'000 franchi (attuazione dell’art. 33a LPP). Se in seguito il salario annuo dovesse aumentare, resterà assicurato l’importo di 150'000 franchi, ovvero non sarà effettuato alcun adeguamento a 180'000 franchi. Il mantenimento della previdenza è ammesso soltanto per l’ultimo guadagno percepito prima della riduzione. Un successivo aumento del guadagno assicurato è quindi escluso.

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    Edizione 04/13

  • Ho raggiunto l'età ordinaria di pensionamento e percepisco una rendita di vecchiaia dall'AVS e dalla previdenza professionale (LPP). Sono però tuttora impiegato al 100 percento nell'azienda. Posso continuare a versare i contributi nella CP?
    Ho raggiunto l'età ordinaria di pensionamento e percepisco una rendita di vecchiaia dall'AVS e dalla previdenza professionale (LPP). Sono però tuttora impiegato al 100 percento nell'azienda. Posso continuare a versare i contributi nella CP?
    L. P., Olten

    La previdenza professionale prevede un’età di pensionamento flessibile. Per favorire la permanenza dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro, l’istituto di previdenza può stabilire a livello regolamentare che resti assicurata la prestazione intera (salario assicurato) nel caso in cui, dopo i 58 anni, la retribuzione di un dipendente si riduca del 50% al massimo. La protrazione non può andare oltre l’età ordinaria di pensionamento fissata nel regolamento (art. 33a LPP). Al contempo l’istituto di previdenza può includere nel regolamento la possibilità per i collaboratori di lavorare ed essere assicurati oltre l’età ordinaria di pensionamento, al massimo fino al compimento dei 70 anni (art. 33b LPP). AXA ha recepito queste disposizioni nei regolamenti di previdenza delle sue fondazioni collettive e offre una vasta gamma di opzioni per il pensionamento flessibile: è possibile un pensionamento graduale (a tappe) o parziale così come un proseguimento dell’impiego e della copertura previdenziale fino ai 70 anni compiuti. Nel suo caso non può continuare ad essere assicurato per la sua attività lavorativa presso AXA avendo optato, al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, per il percepimento integrale della rendita di vecchiaia. Ciò comporta l’estinzione dell’obbligo assicurativo LPP e l’impossibilità di assicurare il suo reddito nella previdenza professionale.

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    Edizione 01/14

  • Quali sono le normative, se desidero lavorare dopo i 65 anni d'età e continuare a...

    ...versare i contributi nel 2° pilastro?

    L’anno prossimo compirò 65 anni. L’avere di vecchiaia nel 2° pilastro si compone all’incirca in parti uguali dal regime obbligatorio e da averi preobbligatori e sovraobbligatori. Vorrei continuare a lavorare ancora per qualche tempo al 50%. Posso percepire la rendita di vecchiaia LPP calcolata con l’aliquota di conversione più elevata e proseguire la previdenza preobbligatoria e/o sovraobbligatoria, effettuandovi ulteriori riscatti?
    J.O., Jona

    In linea di principio, per la prosecuzione della previdenza professionale oltre i 65 anni per gli uomini e i 64 per le donne è necessaria un’apposita disposizione nel regolamento del suo istituto di previdenza. Dal 1° gennaio 2011, nell’ambito della cosiddetta riforma strutturale nella previdenza professionale che prevede un’agevolazione della partecipazione al mercato del lavoro per i lavoratori più anziani, entrerà in vigore un nuovo art. 33b della LPP «Esercizio di un’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria », con il seguente tenore: «Nel suo regolamento l’istituto di previdenza può prevedere la possibilità che, su richiesta dell’assicurato, la previdenza sia protratta fino alla conclusione dell’attività lucrativa, ma al massimo fino al compimento dei 70 anni». Alla luce di considerazioni di natura fiscale, in una sentenza dell’ 11 febbraio 2010, il Tribunale federale ha stabilito che la copertura previdenziale oltre l’età di pensionamento ordinaria nel regime sovraobbligatorio presuppone che la persona in questione resti assicurata attivamente anche nel regime obbligatorio. Una continuazione dell’assicurazione soltanto nella parte sovraobbligatoria costituirebbe una forma di previdenza individuale volontaria, che non beneficia di agevolazioni fiscali. Di conseguenza, il Tribunale federale non ha autorizzato la deducibilità dei contributi sovraobbligatori a carico del datore di lavoro e del dipendente, nonché dei riscatti versati dalla persona assicurata. Soltanto i lavoratori indipendenti hanno per legge la possibilità «di assicurarsi unicamente presso un istituto di previdenza attivo nell’ambito della previdenza più estesa, in particolare anche presso un istituto di previdenza non iscritto nel registro della previdenza professionale». Alla luce della suddetta sentenza del Tribunale federale e anche in considerazione del nuovo art. 33b LPP in vigore dal 1° gennaio 2011, va quindi data una risposta negativa alla sua pur giustificata domanda.

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    Edizione 04/10

  • È ammesso l’impiego della prestazione di libero passaggio per l’acquisto di un’abitazione...

    ...all’estero?

    Sono tedesco, ma negli ultimi vent’anni ho vissuto e lavorato in Svizzera. Per motivi personali, tra poco lascerò il Paese. Ho intenzione di acquistare una casa a Berlino e vorrei utilizzare la mia prestazione di libero passaggio della previdenza professionale. È possibile anche per una proprietà d’abitazioni all’estero?
    D.K., via e-mail

    Dal 1° giugno 2007, il pagamento in contanti della parte obbligatoria della prestazione d’uscita o di libero passaggio non è più consentito se l’assicurato lascia defi nitivamente la Svizzera per trasferirsi in uno degli Stati membri dell’UE (o AELS) nei quali continua ad essere soggetto all’assicurazione obbligatoria. L’accordo sulla libera circolazione delle persone tra gli Stati della Comunità Europea e la Svizzera, tuttavia, non tange il diritto alla promozione della proprietà d’abitazioni mediante i fondi della previdenza professionale. Chi lascia la Svizzera per stabilirsi in un Paese dell’UE o dell’AELS, o chi vi si è già stabilito, quindi, ha diritto alle prestazioni inerenti alla promozione della proprietà d’abitazioni (art. 30a segg. LPP e art. 331d segg. CO).
    La promozione della proprietà d’abitazioni con i fondi della previdenza profes sionale (2° pilastro) non si limita pertanto agli immobili ubicati in Svizzera. In altre parole, quale persona assicurata presso un istituto di previdenza svizzero lei può usufruire, in linea di principio, del prelievo anticipato o della costituzione in pegno della prestazione di libero passaggio per l’acquisto di una proprietà d’abitazioni a Berlino.
    In tal caso, la promozione della proprietà d’abitazioni deve adempiere ai seguenti presupposti legali: la casa dev’essere destinata esclusivamente a uso proprio. Con ciò s’intende che l’abitazione deve essere situata al domicilio o nel luogo di dimora abituale della persona assicurata. A livello di importo, si applica la seguente limitazione: non è possibile richiedere un importo superiore alla prestazione di libero passaggio; le persone di età superiore a 50 anni possono esigere, al massimo, l’importo della prestazione di libero passaggio maturato al compimento del 50° anno di età o la metà della somma totale. A tale proposito, per legge occorre fare domanda almeno tre anni prima del pensionamento. Nel proprio regolamento, l’istituto di previdenza può ridurre tale termine o rinun ciarvi del tutto.

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  • Per quanto tempo, dopo il pensionamento, può essere mantenuto il conto di...

    ...libero passaggio?

    Prossimamente compirò 65 anni e andrò in pensione. Oltre alla cassa pensione ho anche un conto di libero passaggio. Non si tratta di una somma importante e al momento non mi serve. Posso tenere il conto anche dopo il pensionamento, e se sì, per quanto tempo?
    C.K., Zurigo

    Può tenere il conto di libero passaggio per al massimo altri cinque anni. In base all’art. 16 cpv. 1 dell’Ordinanza sul libero passaggio (OLP), le prestazioni di vecchiaia di conti di libero passaggio possono essere versate al più presto cinque anni prima e al più tardi cinque anni dopo il raggiungimento dell’età pensionabile LPP. In altre parole: lei dovrà ritirare i suoi soldi al più tardi al compimento dei 70 anni.

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  • In caso di divorzio, cosa succede all’abitazione comune, finanziata con...

    ...prelievi anticipati?

    Sono sposato da dieci anni e abbiamo finanziato gran parte della costruzione della nostra casa con prelievi anticipati della previdenza professionale. Mia moglie ed io ci siamo separati e io ho preso un appartamento. La casa è intestata a nome di entrambi e mia moglie vorrebbe continuare a viverci.  Cosa succederebbe in caso di divorzio? Bisogna vendere la casa e rimborsare i prelievi anticipati alla fondazione LPP o c’è qualche altra soluzione?
    H.P., via e-mail

    In caso di divorzio, la proprietà abitativa parzialmente finanziata con un prelievo anticipato può, in linea di principio, essere trasferita alla sua ex moglie. Per quanto concerne la ripartizione dell’avere di vecchiaia del 2° pilastro in seguito a divorzio, si tratta di sapere se e come si può – o si deve – «tirare fuori» la parte investita nella casa sottoforma di prelievo anticipato. Per principio, in caso di divorzio ogni co­niuge ha diritto alla metà della prestazione di uscita del 2° pilastro maturata durante il matrimonio. Nel suo caso sono possibili le seguenti varianti:

    • la proprietà abitativa e il prelievo anticipato vengono trasferiti a sua moglie nel quadro della compensazione previden­ziale a norma del diritto di divorzio;
    • viene trasferita a sua moglie la proprietà abitativa, ma non il prelievo anticipato. In questa variante, per sua moglie esiste l’obbligo di rimborso se dopo il divorzio non ha più diritto a prestazioni per superstiti in caso di un suo decesso.

    Per informazioni più esaustive in merito alle conseguenze finanziare in caso di divorzio le consigliamo di rivolgersi a un consultorio specializzato.
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  • Posso assicurare nella previdenza professionale il reddito supplementare?
    Lavoro al 100% come dipendente in una SA, e sono quindi assicurato presso una fondazione per quanto riguarda la previdenza professionale. Dalla scorsa estate lavoro inoltre con un grado del 40% in un’altra ditta. Posso assicurare anche questo reddito supplementare?
    K.L., Altstätten

    I dipendenti che hanno compiuto il 17° anno di età e percepiscono un salario annuo superiore a CHF 20 880 sono assoggettati alla previdenza professionale obbligatoria (art. 2 cpv. 1 LPP in combinazione con l’art. 5 OPP 2). Il Consiglio federale regolamenta i casi di non assoggettamento, tra cui rientrano i dipendenti che svolgono un’attività accessoria, già assicurati obbligatoriamente per un’attività principale. Secondo le indicazioni dell’UFAS, determinare il carattere di attività principale o accessoria compete all’istituto di previdenza. Soltanto il salario principale è assicurato (obbligatoriamente), mentre le altre componenti possono essere considerate nell’ambito dell’assicurazione facoltativa di cui all’art. 46 cpv. 2 LPP. Il criterio per il non assoggettamento all’assicurazione obbligatoria consiste nel fatto che l’attività accessoria è svolta parallelamente a quella principale, la quale prevede già un obbligo di contribuzione. Ai sensi dell’art. 46 cpv. 2 LPP, il lavoratore assicurato obbligatoriamente presso un istituto di previdenza può farsi assicurare a titolo suppletivo per il salario che riscuote da altri datori di lavoro sia presso lo stesso istituto di previdenza (se non escluso dalle disposizioni regolamentari interne), sia presso l’istituto collettore. In tal caso l’art. 46 cpv. 2 LPP si applica solo alle assicurazioni complementari, e non a quella obbligatoria. Nell’ambito della previdenza più estesa, gli istituti possono rinunciare nei loro regolamenti a una soglia salariale di ingresso, prevedere una soglia più bassa oppure, per i lavoratori a tempo parziale, adeguarla al grado di occupazione. Consulti i regolamenti e i piani di previdenza degli istituti di affiliazione del suo datore di lavoro principale e di quello secondario, per verificare se il suo reddito accessorio può essere assicurato in uno dei due casi. Se ciò non fosse possibile, per l’assicurazione del reddito da attività accessoria può rivolgersi all’istituto collettore.

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    Edizione 02/11

  • Posso prelevare anticipatamente gli averi del 2° e 3° pilastro...

    ...per acquistare un'abitazione di proprietà in un paese europeo limitrofo?

    Posso prelevare anticipatamente gli averi del 2° o del 3° pilastro per acquistare un’abitazione di proprietà in un paese europeo limitrofo?
    K.S., ZURIGO

    Il requisito di utilizzare il denaro della previ­denza professionale «per una proprietà abitativa a uso proprio» è una premessa per la costituzione in pegno così come per il prelievo anticipato. Questo vale sia per il 2° pilastro che per il pilastro 3a. L’uso proprio deve però sussistere non solo al momento della costituzione del diritto di pegno o del prelievo anticipato, bensì per tutta la durata dell’impiego dei fondi della previdenza professionale o fino al verificarsi del caso di previdenza. Al contempo l’assicurato può impiegare i fondi solo per un oggetto, ragion per cui sono escluse case di vacanza e seconde case. Per il prelievo di fondi della previdenza professionale valgono inoltre i requisiti generali disciplinati dagli artt. 30b e segg. della Legge federale sulla previdenza professionale (LPP) e nell’Ordinanza sulla promozione della proprietà d’abitazioni mediante i fondi della previdenza professionale (OPPA). Nel caso di immobili situati all’estero, bisogna chiedersi se si tratta di oggetti ammessi per la proprietà d’abitazioni o di una forma di proprietà autorizzata ai sensi dell’art. 2 OPPA. Lei abiterà prevalentemente e regolarmente nell’immobile all’estero. Si presume quindi che l’uso proprio sussista nel suo domicilio o nel suo luogo di dimora abituale, e che dunque lei vi soggiorni regolarmente.

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    Edizione 02/12

  • Come compensare le perdite nella previdenza professionale se si riduce il grado d'occupazione poco prima del raggiungimento dell'età AVS ordinaria?
    Ho letto con interesse l’articolo nel numero 03/2013 «Pianificare la vita e non contare gli anni». La tesi sostenuta mi è sembrata poco obiettiva; in realtà in caso di pensionamento anticipato o riduzione del grado di occupazione si è penalizzati nell’AVS, e di molto. Quando ho iniziato a lavorare, l’ufficio AVS mi ha informato che per il calcolo della rendita AVS gli anni che contano di più sono gli ultimi tre.
    Se si riduce il grado di occupazione poco prima dell’età AVS, il 2° pilastro non riesce a compensare la perdita, a meno che non si paghi di tasca propria l’intero ammontare dei contributi.
    Mostratemi che mi sbaglio. La soluzione proposta nell’articolo avvantaggia soprattutto il datore di lavoro.
    M. S., Chêne-Bougeries

    Per evitare malintesi vorrei fare una premessa. L’articolo affronta la tematica del pensionamento flessibile nel quadro della previdenza professionale e prende come esempio la ditta Hunziker Partner AG di Winterthur in cui è stato introdotto un modello di questo tipo. Nei regolamenti delle fondazioni collettive di AXA è infatti prevista una simile forma di pensionamento. Questo, e solo questo, era l’argomento specifico trattato.

    Lei sostiene, a ragione, che negli anni prima del pensionamento una persona deve soppesare con attenzione le conseguenze, ad esempio, di un’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Tra le ripercussioni da considerare vi sono anche quelle da lei citate della riduzione della rendita AVS. È vero che la rendita di vecchiaia, ed eventualmente le rendite per vedove, vedovi e orfani, subiscono una decurtazione nel caso in cui una persona assicurata richieda il versamento anticipato di due anni al massimo della rendita AVS (art. 40 della Legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, LAVS). La riduzione ammonta in genere al 6,8% per un anno o al 13,6% per due anni di anticipo (art. 56 dell’Ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, OAVS). Una somma senza dubbio elevata. Non sappiamo se il datore di lavoro dell’articolo intende eventualmente corrispondere ai collaboratori interessati un conguaglio finanziario per risarcirli di tale decurtazione in un’ottica giuridica AVS. Nell’ambito della normativa concernente la previdenza professionale, la Hunziker Partner AG ha nel frattempo previsto di versare dei contributi volontari ai collaboratori più anziani. Non è quindi possibile valutare se la soluzione del pensionamento flessibile vada a vantaggio esclusivo del datore di lavoro.

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    Edizione 01/14

 

AVS/AI

  • Conviene il prelievo anticipato dall’AVS?
    A partire dal prossimo anno, mio marito (nato nel 1944) inizierà a percepire la rendita AVS. Posso anticipare di un anno la mia rendita AVS (sono nata nel 1947)? La deduzione del 3% verrebbe applicata soltanto alla mia parte o a tutta la nostra rendita per coniugi? Conviene quindi un simile pensionamento anticipato?
    B.O., Davos

    Dall’entrata in vigore dalla 10a revisione AVS è possibile percepire la rendita AVS con uno o due anni di anticipo, ma anche differirla fino a un massimo di cinque anni. Le donne nate dal 1944 al 1947 beneficiano di un’aliquota di riduzione agevolata del 3,4% annuo. E questo anche se statisticamente le donne in media vivono da tre a quattro anni in più rispetto agli uomini. In questo modo, la politica intendeva attenuare in una certa misura il peggioramento delle prestazioni della 10a revisione AVS (innalzamento dell’età pensionabile per le donne da 62 a 64 anni). Per lei sarebbe quindi possibile un pensionamento da settembre 2009 con una riduzione del 6,8% o da settembre 2010 con il 3,4% in meno. Dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria viene effettuato un ricalcolo dell’importo di riduzione, tenendo in considerazione la somma di tutte le rendite percepite anticipatamente, della relativa durata e dell’aliquota applicata. Per i coniugi, la riduzione viene calcolata separatamente per ogni coniuge. Con o senza percepimento anticipato, lei dovrà comunque continuare a versare i contributi AVS fino a 64 anni. In considerazione delle aspettative di vita statistiche, questa aliquota di riduzione più bassa fa sì che le donne nate negli anni suindicati percepiscano dall’AVS complessivamente più soldi con un pensionamento anticipato che senza. La convenienza effettiva nel singolo caso può tuttavia essere constatata solo a posteriori.

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  • Posso aprire un secondo conto 3a?
    Alcuni anni fa, per il pilastro 3a ho aperto un conto fondi, effettuando regolarmente i versamenti. Ora però desidero diversificare il rischio, risparmiando altro capitale altrove. Posso aprire un secondo conto 3a? Per esempio presso AXA Bank?
    O.H., Bülach

    Sì, lo può fare senz’altro. In linea di principio si possono aprire più conti di previdenza presso fondazioni previdenziali differenti. Questa soluzione è addirittura consigliabile, così in età avanzata lei ottiene una corresponsione ripartita su più anni, interrompendo un’eventuale progressione fiscale. Tuttavia, per aprire più conti 3a è necessario stipulare un contratto di previdenza separato per ciascun conto e il versamento annuo non può superare l’importo massimo esente da imposta (2010: 6566 franchi per i dipendenti; 20 percento del reddito o al massimo 32 832 franchi per gli indipendenti).

    Aprendo un nuovo conto, p. es. presso AXA Bank, lei potrà lasciare il capitale previdenziale accumulato sull’attuale conto fondi oppure trasferirlo sul nuovo conto presso AXA Bank. In questo caso però non è possibile uno scaglionamento, vale a dire: lei potrà trasferire tutto l’importo finora accumulato nel pilastro 3a al nuovo conto 3a oppure non effettuare alcun trasferimento del suo patrimonio previdenziale privato sul nuovo conto. Se lei desidera effettuare un trasferimento, AXA Bank le manderà il modulo apposito, da restituire firmato. AXA Bank si occuperà di tutte le altre formalità, garantendo un disbrigo corretto.

    www.axabank.ch

    Edizione 01/10


Assicurazione di cose

  • Chi risponde quando un fornitore non è in grado di consegnare entro i termini stabiliti i...

    ...pezzi indispensabili per la mia produzione e io di conseguenza perdo dei committenti?

    La scorsa primavera uno dei miei fornitori ha subito un incendio, e per diverso tempo non si è saputo se e quando la sua produzione sarebbe ripresa. Alla fine, pur tra numerose difficoltà, tutto è andato per il meglio. Ma da allora continuo a chiedermi che cosa sarebbe successo se il fornitore non fosse stato in grado di consegnare i pezzi indispensabili per la produzione di orologi. Probabilmente avrei perso importanti committenti e clienti, in quanto la produzione sarebbe stata bloccata e non avrei potuto rispettare i termini di consegna.
    M.M., LA CHAUX-DE-FONDS

    In caso di consegna mancata o ritardata dei pezzi necessari per la produzione a seguito di un incendio presso un fornitore, con successiva perdita d’introito, tali danni sono di norma coperti dalla sua polizza cose nell’ambito dell’assicurazione contro l’interruzione d’esercizio sotto la rubrica «danni di ripercussione». Ma questo caso avrebbe potuto avere per lei implicazioni ancora più ampie. Ad esempio, se avesse accumulato ritardi nella consegna dei prodotti e avesse dovuto pagare una pena convenzionale per mancato adempimento del contratto di fornitura. Oppure se il cliente avesse annullato l’ordinazione a seguito dei ritardi. Anche questi costi e/o perdite di fatturato sarebbero stati coperti attraverso un’assicurazione di interruzione d’esercizio, la quale sarebbe stata al suo fianco pure se si fosse reso necessario acquistare i pezzi mancanti all’ultimo momento presso un altro forni tore. L’assicurazione avrebbe altresì coperto i costi aggiuntivi sostenuti, ad esempio per le ore di straordinario o i supplementi di urgenza nelle consegne.
    L’assicurazione interruzione d’esercizio copre in via generale i danni legati alla perdita di guadagno o all’interruzione della produzione. E non solo: AXA Winterthur copre anche i costi di un trasferimento temporaneo dei posti di lavoro in caso di inagibilità di sedi aziendali o impianti di produzione a seguito di danni da inondazione o incendio.
    In generale, da un punto di vista operativo le consiglio tuttavia di prevenire un simile accumulo di grandi rischi. Ad esempio, per i pezzi di prezzo più contenuto può essere opportuno costituire una sufficiente scorta di magazzino. Oppure è ragionevole avvalersi di più fornitori, in modo da compensare rapidamente le difficoltà di uno di essi.

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    Edizione 03/12

  • I danni causati per imprudenza dal mio manovratore dell'elevatore a merce...

    ...immagazzinata sono assicurati attraverso l'assicurazione di cose?

    Di recente nel magazzino della nostra azienda si è verificato un sinistro: per imprudenza il manovratore dell’elevatore ha urtato con lo stesso una mensola che si è rovesciata ed è stata danneggiata insieme alla merce che vi era riposta. Un evento del genere è coperto dall’assicu­razione di cose?
    S.M. BASILEA

    Sì, questo evento può essere assicurato attraverso la copertura addizionale «Altri rischi» (urto di veicoli). L’assicurazione copre la mensola danneggiata dall’urto dell’elevatore inclusa la merce, ma non il danno all’elevatore stesso.Quest’ultimo può essere però assicurato attraverso un’assicurazione casco macchine.

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    Edizione 02/12

  • Chi paga il danno che uno sconosciuto ha causato divellendo la mia insegna luminosa?
    Da alcuni anni gestisco un atelier di sartoria nella zona. Di recente le scritte sulla porta d’ingresso del mio negozio sono state danneggiate, e l’insegna luminosa al di sopra della vetrina divelta. I responsabili sono riusciti a fuggire senza essere stati identificati e non sono stati presi. Chi mi ripaga il danno?
    H.R., SURSEE

    Scritte e insegne luminose apposte a edifici servono nella maggior parte dei casi a richiamare l’attenzione su un’attività commerciale ivi svolta. Perciò tali elementi vengono annoverati nell’inventario della relativa attività e sono assicurati nell’ambito dell’assicurazione di beni mobili di AXA Winterthur (in casi eccezionali è possibile che un’eventuale assicurazione statale contro l’incendio assicuri le insegne come parte integrante dello stabile, e nel singolo caso si raccomanda perciò un accertamento con questo istituto).
    Nell’ambito dell’assicurazione di beni mobili dell’azienda possono essere coperti i rischi più disparati. Sono considerati rischi «classici» ad esempio incendio o eventi naturali come uragani e grandine. A seconda delle esigenze del cliente possono essere pattuite coperture più estese, fra le quali, ad esempio, la sola rottura delle lastre di vetro delle insegne luminose (mediante un’assicurazione complementare «rottura vetri») oppure – per oggetti ben definiti di tipo tecnico – il danneggiamento, il furto semplice e i guasti di componenti elettroniche (mediante il modulo complementare «assicurazione rami tecnici» oppure un contratto individuale separato di assicurazione tecnica). Anche i danneggiamenti dolosi possono essere appositamente assicurati come rischi speciali, sia mediante il modulo complementare «danneggiamento doloso» (tramite la copertura «Extended Coverage») sia nel quadro dell’«assicurazione rami tecnici» già menzionata.

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    Edizione 02/12

  • Quando si è sottoassicurati?
    A seguito dei nubifragi dello scorso luglio, uno dei miei colleghi proprietari di PMI ha subito nella propria azienda un danno a merci e impianti situati nella cantina. Sebbene la somma di assicurazione riportata nella polizza fosse sufficientemente elevata per coprire il danno, questo non è stato risarcito appieno a causa di una «sottoassicurazione». Potete spiegarmi questo concetto?
    M. A., Wolfhalden

    In caso di sinistro, si verifica se il valore effettivo di tutti i beni e gli impianti presenti nell’azienda è conforme alla somma assicurata nella polizza cose. Ipotizziamo ad esempio che nella sua officina lei abbia merci e attrezzature per un valore di 300 000 franchi. Nella polizza lei ha tuttavia fissato un somma assicurata di 200 000 franchi. In caso di sinistro lei sarebbe sottoassicurato, in quanto non ha indicato l’intero valore effettivo di merci e impianti e quindi ha pagato un premio inferiore. Se in caso di alluvione lei subisce un danno di 30 000 franchi, le saranno liquidati soltanto 20 000 franchi, in quanto trova applicazione la regola proporzionale: lei ha pagato solo 2/3 del premio, e quindi le sono riconosciuti soltanto 2/3 dell'ammontare del danno. Un simile caso può comportare contraccolpi finanziari di enorme portata per un’azienda. È quindi essenziale che lei verifichi periodicamente assieme al suo consulente assicurativo la somma di assicurazione per merci e impianti, nonché i dati relativi al fatturato per quanto riguarda l’assicurazione di interruzione d’esercizio, in modo da evitare eventuali situazioni di sottoassicurazione e i conseguenti grattacapi.

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    Edizione 04/11

  • Si è assicurati quando alla sera si porta in banca l'incasso della giornata?
    Spesso accade che durante la giornata nella nostra azienda si accumuli un importo considerevole di denaro in contanti. Quali sarebbero le conseguenze nel caso di una rapina? E quando la sera porto il denaro in banca, sussiste comunque una copertura assicurativa contro il rischio di furto o rapina?
    I.T., Bellinzona

    Ove possibile è opportuno non accumulare mai troppo denaro contante all’interno della propria azienda. Forse lei potrebbe organizzarsi per portare in banca già parte dei contanti durante la pausa pranzo. Per importi fino a 5000 franchi, sussiste comunque una copertura senza alcun supplemento contro i rischi di furto con scasso e rapina. Se invece desidera assicurare somme più elevate, dovrebbe innanzitutto acquistare e installare una cassaforte normale o a muro. La somma concordata è assicurata contro i rischi di furto con scasso e rapina all’interno dell’azienda. Anche fuori della sede, l’assicurazione contro furto e rapina copre i valori pecuniari senza supplementi fino a 5000 franchi. Questa somma può essere incrementata dietro pagamento di un premio supplementare. Sugli importi superiori a 100 000 franchi trovano applicazione disposizioni di trasporto speciali, da definire nell’ambito di un apposito colloquio di consulenza.

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    Edizione 04/09

  • Qual è il modo ottimale per proteggere la sede aziendale da un nuovo furto con scasso?
    Gestisco da quasi dieci anni una boutique ben avviata nel centro storico di Zurigo. Tre mesi fa il mio negozio ha subito un furto con scasso durante la notte, e sono stati sottratti moltissimi vestiti di marca, scarpe e occhiali da sole. Sono rimasta scioccata. Anche se sono assicurata e i danni materiali sono stati in gran parte coperti, da allora non riesco a liberarmi della spiacevole sensazione che tutto questo potrebbe succedere di nuovo e che forse avrei potuto fare di più per evitare una simile circostanza. Che cosa mi consigliate?
    R.B., Zurigo

    Le boutique di fascia alta sono un obiettivo preso particolarmente di mira dai ladri, soprattutto quando ci sono anche accessori e scarpe. Poiché le boutique sono quasi sempre ubicate al piano terra, è importante adottare efficaci misure di sicurezza, già nell’allestimento della vetrina. Ad esempio, non esponga mai gli articoli più costosi: può essere una provocazione. Sono raccomandabili anche una porta d’ingresso solida e una vetratura antirapina. Poiché spesso i locali commerciali sono solo presi in affitto, molti negozianti esitano davanti alla necessità di effettuare tali investimenti supplementari. È inoltre importante valutare attentamente la situazione dell’ingresso posteriore, adottando gli opportuni accorgimenti affinché i ladri non abbiano vita troppo facile. La cosa migliore da fare è contattare il suo consulente assicurativo, richiedendo un’assistenza mirata in materia di prevenzione dei furti con scasso. Sicuramente, dopo si sentirà di nuovo più serena e tranquilla.

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  • Chi paga se un potenziale cliente si dilegua con una nuova vettura durante...

    ...un giro di prova?

    Un cliente potenziale voleva fare un giro di prova su un’auto d’esposizione. Dopo aver fatto una fotocopia della sua licenza di condurre, gli ho consegnato le chiavi. L’uomo non ha tuttavia più fatto ritorno, e la patente estera si è rivelata falsa. Come si configura in un simile caso la copertura dell’assicurazione di cose?
    G.C., Chur

    L’assicurazione di cose per officine di veicoli a motore non copre questi sinistri, in quanto si tratta di un’appropriazione fraudolenta. È quindi consigliabile controllare attentamente prima di consegnare le chiavi di un veicolo. In presenza di licenze di condurre estere (ad es. di nuovi residenti) o se già durante il colloquio di vendita si ha una sensazione di diffidenza, è opportuno accompagnare il potenziale cliente nel giro di prova.

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    Edizione 01/13

  • Dobbiamo stipulare un'assicurazione di trasporto merci benché il nostro spedizioniere abbia un'assicurazione di responsabilità civile del vettore contro la perdita e il danneggiamento della nostra merce?
    La mia azienda fornisce componenti elettroniche per la produzione di motori a grandi case automobilistiche tedesche e francesi. Lavo ria mo con due noti spedizionieri, che caricano la nostra merce direttamente presso le rampe dei nostri magazzini ed effettuano la consegna il giorno successivo. Per tutelarsi da casi di perdita e danneggiamento, loro hanno stipulato un’assicurazione di responsabilità civile del vettore. Noi dobbiamo dotarci di un’assicurazione di trasporto merci?
    R. W., Bienne

    L’assicurazione di responsabilità civile del vettore non sostituisce mai una copertura di trasporto merci. Lo spedizioniere risponde spesso infatti soltanto in misura limitata – per i trasporti transfrontalieri ad es. solo per circa CHF 15.– per chilo lordo – e inoltre le disposizioni in materia di responsabilità del vettore prevedono numerose esenzioni dalla copertura. L’assicurazione trasporti offre invece una copertura completa (assicurazione contro tutti i rischi), in quanto inizia con le operazioni di carico del veicolo e termina con la consegna della merce al destinatario. L’assicurazione copre quindi tutte le attività di carico, trasporto, eventuali stoccaggi intermedi e scarico. L’assicurazione trasporti indennizza la perdita, il furto e il danneggiamento della merce indipendentemente da chi abbia la colpa, e in caso di sinistro si fa carico anche delle difficili trattative con i vettori e/o con le altre aziende coinvolte nelle operazioni di trasporto.

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    Edizione 03/13

  • Quando è consigliabile un’assicurazione per l’interruzione d’esercizio?
    Siamo tre soci, comproprietari da 5 anni di un centro fitness ben frequentato, a cui sono annessi un solarium e un salone di bellezza. Il nostro centro è a pianterreno e abbiamo in progetto di aggiungere un’altra sala attrezzata nello scantinato. A due isolati da noi passa un fiume e  lo scorso autunno c’è stato un allarme inondazione, poi fortunatamente rientrato. Uno dei miei soci consiglia di stipulare un’assicurazione contro l’interruzione d’esercizio. Che rischio corre una ditta come la nostra? Di per sé non siamo così vicini al fiume e anche chiudere un paio di giorni sarebbe una cosa sostenibile.
    H.P., via e-mail

    Un esperto in loco è la persona giusta alla quale chiedere quali rischi corre effettivamente la vostra azienda. Se siete interessati a un’assicurazione di cose integrale, inclusa un’assicurazione contro l’in­ter­ruzione d’esercizio, AXA Winterthur sarà lieta di assistervi nella gestione dei rischi, offrendovi tra l’altro un’analisi della vo­stra situazione di rischio e una consulenza volta a individuare le misure migliori per ridurre o evitare del tutto eventuali pericoli. La stipulazione di un’assicura­zione contro l’interruzione d’eser­cizio è infatti l’ultimo anello di un’intera catena di misure: spesso i nostri clienti ricorrono già all’inizio al nostro know how in materia di prevenzione efficiente dei rischi, in modo appunto da evitare il verificarsi di danni.
    Lei parla soprattutto di pericoli di allagamento e di inondazione. Per un’attività come la vostra mi sembra però che il rischio maggiore sia costituito dal fuoco. Computer, fax, macchine del caffè o solarium potrebbero causare un serio incendio in caso di corto circuito, sovratensione o fulmini. Altra fonte di pericolo potrebbe essere la noncuranza dei clienti. Il fuoco, anche se venisse spento con relativa rapidità, lascerebbe tracce assolutamente poco estetiche per un centro fitness e un salone di bellezza. Vi toccherebbe chiudere per giorni, magari perfino per settimane, pulire e ripristinare il tutto, ridipingere i locali… Lei scrive che potreste superare indenni una chiusura di un paio di giorni. La vostra copertura assicurativa potrebbe essere definita in base alle vostre concrete necessità e ai vostri desideri specifici (per esempio franchigie) in modo da contenere i premi.  In ogni caso, la copertura di eventi che potrebbero compromettere l’esistenza dell’azienda (ad es. pagamento dei salari, perdita di clienti con ripercussioni a lungo termine ecc.) do­vrebbe essere sempre al centro della soluzio­ne assicurativa desiderata. Così, a distanza, è difficile farsi un quadro completo della  situazione. Le consiglio pertanto di contattare uno dei nostri esperti.

  • Se a seguito di un sinistro devo ridurre il canone locativo, l'assicurazione copre...

    ...questa perdita?

    A titolo d’investimento della mia ditta ho acquistato una casa plurifamiliare. Al pianterreno c’è un ristorante in cui, a causa di un comportamento erroneo del gestore, si è verificato un incendio. Ora la cucina è inagibile e nell’abitazione al piano superiore c’è un terribile odore di fumo. Devo ridurre l’affitto del ristorante e dell’abitazione? Se sì, questa perdita è coperta dalla mia assicurazione?
    U.V., Frauenfeld

    Sì, è giustificato ridurre in modo appropria to il canone d’affitto dell’appartamento. L’inquilino può infatti esigere una riduzione del suo canone d’affitto, in quanto il disagio legato all’odore di fumo costituisce un difetto dell’oggetto locato. Dal momento però che tutto l’appartamento può essere ancora utilizzato, l’affitto dovrà essere ridotto solo in misura contenuta (del 10 percento circa) e solo fino a quando sussista il disagio. Se la sua assicurazione d’immobili comprende anche una copertura della perdita del reddito locativo, potrà notificare il canone venuto meno alla sua assicurazione. Per contro, lei non è tenuto a ridurre il canone d’affitto del ristorante, in quanto il danno è stato causato dall’affituario. Quest’ultimo potrà far valere la perdita di guadagno ed eventuali spese addizionali nei confronti della propria assicurazione di interruzione d’esercizio.

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    Edizione 01/10

  • Gli utensili da lavoro che tengo a casa mia sono assicurati contro l'incendio e il furto?
    Dal mio datore di lavoro ricevo attrezzi, vestiti da lavoro e simili. Chi risponde dei sinistri se il materiale viene anneggiato o sottratto in casa mia in seguito a incendio, allagamento o furto?
    Hans B., Berna

    Con l’assicurazione della mobilia domestica, gli utensili da lavoro che tiene in casa sono coperti fino a un massimo di 5000 franchi, a patto che ne abbia tenuto conto quando ha stipulato la polizza e stabilito l’ammontare della somma assicurata. Non vi è per contro alcuna copertura assicurativa se gli attrezzi vengono danneggiati o rubati non al proprio domicilio, ossia nel luogo di assicurazione della mobilia domestica, ma in viaggio.

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    Edizione 02/10

  • A cosa mi serve un'assicurazione contro i danni dell'acqua se non copre i danni...

    ...da inondazioni?

    Ho sentito dire che le inondazioni non sono incluse. Ma allora per quale motivo dovrei avere una simile assicurazione?
    I.M., Küsnacht

    Le inondazioni non sono tecnicamente considerate come «danni dell’acqua», bensì come cosiddetti «eventi naturali», ossia quegli accadimenti causati dalla forza della natura. Gli eventi naturali sono assicurati nell’ambito dell’assicurazione di mobilia domestica, di stabili o di cose per aziende, e in generale in Svizzera sono integrati nell’assicurazione incendio. Si parla invece di danni dell’acqua quando all’interno di un edificio l’acqua defluisce dal proprio sistema di conduttura, causando dei danni. Questa assicurazione indennizza anche i danni dell’acqua a seguito di forti precipitazioni, qualora ad esempio un magazzino venga allagato a causa di un rigurgito dell’acqua di scarico. L’assicurazione contro i danni causati dall’acqua costituisce quindi un valido complemento all’assicurazione contro gli incendi (inclusi gli eventi naturali), la quale copre sia i danni all’edificio che il rispettivo contenuto.

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    Edizione 02/11


Assicurazione responsabilità civile

  • Occasionalmente i comproprietari svolgono assieme lavori di giardinaggio. Chi è chiamato a rispondere se durante questi lavori si producono dei danni?
    Abbiamo una comunità di proprietari per piani e siamo assicurati presso di voi. Occasionalmente i comproprietari svolgono assieme lavori di giardinaggio a titolo volontario. Ci siamo ora chiesti chi è chiamato a rispondere se ad esempio a un comproprietario scivola un cassonetto per gli sfalci (800 litri), danneggiando una proprietà di terzi? La copertura è data dalla RC stabili, oppure ognuno necessita di una RC privata?
    A.K., Lugano

    Dalla sua domanda desumo che la comunità per piani abbia stipulato presso AXA un’assicurazione RC del proprietario d’immobili, la quale offre una copertura completa per le richieste di risarcimento avanzate a seguito di danni materiali e corporali occorsi in relazione allo stato o alla manutenzione dello stabile e/o del fondo assicurato. Nel caso della proprietà per piani, è assicurata la responsabilità civile sia della comunità che dei singoli proprietari. La copertura offre non solo protezione contro le pretese di terzi estranei alla proprietà, bensì interviene anche se un singolo comproprietario ne danneggia un altro o l’intera comunità, oppure avanza pretese nei confronti della comunità stessa. È tuttavia sempre esclusa la parte del danno corrispondente alla quota di pertinenza del comproprietario in questione. Riepilogando, è quindi possibile affermare che la copertura assicurativa già in essere attraverso la polizza RC stabili è sufficiente per i rischi relativi alla proprietà per piani. In questo ambito un’assicurazione RC privata per i singoli proprietari non è necessaria, ma in caso di attività svolte a titolo gratuito offre eventualmente una protezione integrativa qualora la somma di garanzia della polizza RC stabili non dovesse risultare sufficiente.

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    Edizione 04/13

  • L'assicurazione responsabilità civile imprese copre anche i danni sorti durante i lavori di ristrutturazione o è necessario stipulare una polizza supplementare di responsabilità civile del committente dell'opera?
    Sono titolare di una ditta di trasporti di medie dimensioni e sto pro gettando l’ampliamento del nostro magazzino. In veste di committente dell’opera, vorrei accertarmi di essere adeguatamente assicurato contro i danni corporali o materiali subiti da terzi durante i lavori. Devo stipulare un’apposita polizza di RC del committente, oppure ho già una copertura sufficiente attraverso la mia assicurazione RC per imprese?
    Q.W., Basilea

    Se lei ha già coperto i suoi rischi aziendali mediante l’attuale assicurazione di responsabilità civile Professional di AXA, in caso di progetti edilizi semplici e di piccole dimensioni sono assicurate anche le pretese avanzate nei suoi confronti come committente per i danni materiali e corporali dovuti a tali lavori.

    Lei è tuttavia assicurato soltanto come committente dell’opera, ma non se svolge in proprio i lavori. La copertura presuppone inoltre che lo stabile ristrutturato o costruito ex novo serva almeno in parte all’azienda assicurata e che i costi complessivi da preventivo non superino i 500 000 franchi.

    Nell’assicurazione RC imprese, la responsabilità civile del committente è esclusa in relazione a progetti edilizi più delicati (ad es. scavo di fondamenta per più di un piano interrato, terreno con pendenza superiore al 25%, sottomurazione di un’opera adiacente, costruzione in aderenza a opere di terzi, abbassamento della falda freatica, lavori con esplosivo o di battitura, palancole). In presenza di un’altra assicurazione che copre il rischio del committente (cosa improbabile nel suo caso), questa risulta preminente, ossia le prestazioni che AXA versa in base all’assicurazione RC per imprese sono limitate alla parte di indennizzo che eccede l’estensione dell’altra assicurazione (copertura della differenza).

    Affinché sia garantita una copertura sufficiente, in presenza di progetti edilizi più vasti e complessi deve quindi essere stipulata una polizza RC per il committente dell’opera. Una volta definito il progetto le raccomandiamo di consultare un consulente AXA prima dell’inizio dei lavori per accertare se la copertura attuale è sufficiente oppure se è necessaria un’integrazione. AXA offre a riguardo un’assicurazione costruzioni combinata che copre i rischi edili attesi, e oltre alla RC del committente comprende anche una copertura per i lavori.

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    Edizione 04/12

  • In che modo sono coperti i danni causati da tosaerba, frese sgombraneve o carri a motore...

    ...con propulsione a motore?

    In che modo sono coperti i danni (a livello privato e di azienda) causati da tosaerba, frese sgombraneve o carri a motore? Queste macchine devono essere guidate in piedi e sono prive di posti a sedere per conducenti o passeggeri.
    P.I., BERNA

    La sua domanda si riferisce a tosaerba, frese sgombraneve e carri cingolati a motore guidati a piedi da un operatore. Secondo le disposizioni vigenti, questi veicoli sono classificati come monoassi o carri a mano provvisti di motore. Sotto il profilo del diritto assicurativo, la situazione di tali categorie di veicoli è recentemente cambiata: dal 1° gennaio 2012 gli utenti di monoassi e carri a mano provvisti di motore e guidati a piedi da una persona e non utilizzati per il traino di rimorchi sono esclusi dall’obbligo assicurativo ai sensi dell’art. 63 LCStr. Trova pertanto applicazione la stessa regolamentazione recentemente introdotta per le biciclette: in presenza di un’assicurazione RC privata (o RC per imprese in caso di attività professionale), quest’ultima copre la responsabilità civile come proprietario e utilizzatore di tali veicoli entro i limiti fissati dalla polizza. Qualora a seguito di un sinistro venga constatata la mancanza di un’assicurazione RC privata o per imprese, ovvero qualora tale assicurazione non sia tenuta a corrispondere prestazioni (ad es. perché non è stato pagato il premio), la vittima del sinistro non è comunque priva di tutela: il Fondo nazionale di garanzia copre fino a CHF 2 milioni i danni corporali e materiali non altrimenti assicurati.

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    Edizione 03/12

  • Uno dei nostri furgoni è stato danneggiato da un'altra auto. L'assicurazione che ha pagato i costi di riparazione del nostro veicolo può dedurre l'IVA inclusa nella fattura?
    Abbiamo un’impresa di pittura edile con la forma giuridica di società anonima. Uno dei nostri furgoni è stato danneggiato da un’altra auto. L’assicurazione del detentore dell’auto colpevole ha pagato i costi di riparazione del nostro veicolo, deducendo tuttavia l’IVA inclusa nella fattura. Può farlo?
    A. K., Lugano

    Sì, se la SA è soggetta all’obbligo di imposta sul valore aggiunto, ad es. perché realizza un fatturato di almeno CHF 100'000.-, questa procedura è corretta. In questo caso l’assicurazione ha applicato il principio dell’IVA con deduzione dell’imposta precedente. L’IVA fatturata dall’officina di riparazione può essere infatti dedotta dall’azienda come imposta precedente nel proprio conteggio IVA. Viene quindi meno l’addebito IVA dovuto sui costi di riparazione. Per l’imprenditore risulta così un danno netto, ovvero la fattura della riparazione senza l’IVA. Ed è infatti questa la somma liquidata dall’assicurazione all’azienda. Se l’assicurazione avesse corrisposto in aggiunta anche la componente IVA, il danno sarebbe stato sovraindennizzato per tale importo.

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    Edizione 02/13

  • Chi risponde quando in occasione della consegna di olio combustibile il serbatoio viene...

    ...riempito più del dovuto e ne derivano ingenti spese?

    Una settimana fa nella nostra azienda si è verificato un incidente. Mentre ci veniva consegnato dell’olio combustibile, il serbatoio è stato riempito più del dovuto. L’olio si è riversato in strada e probabil­mente anche nella canalizzazione. I locali vigili del fuoco e l’Ufficio dell’ambiente sono già stati sul posto e hanno ordinato misure immediate. Si prevedono notevoli spese. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare; l’autista della ditta fornitrice nega ogni colpa e sostiene che i nostri serbatoi fossero difettosi. Come dobbiamo procedere? AXA Winterthur può aiutarci?
    U.H., BERNA

    Se ha stipulato l’assicurazione di responsabilità civile per imprese presso AXA Winterthur, questa copre anche le pretese per i danni corporali e materiali determinati da inquinamento dell’ambiente, a condizione che esso sia riconducibile a un evento repentino e imprevedibile che richieda provvedimenti immediati. In questo caso si è verificato proprio un evento del genere. Se come conseguenza di un simile caso di inquinamento è imminente il verificarsi di un danno corporale o materiale, AXA si fa carico anche delle spese per la prevenzione dei danni che sarebbero a carico dell’assicurato.
    Le consigliamo perciò di notificare immediatamente il sinistro alla sua assicurazione di responsabilità civile per imprese. Questa accerterà inizialmente i fatti e verificherà se la sua azienda debba rispondere del danno e delle relative spese. Se questa condizione non è soddisfatta o lo è solo in parte, la sua assicurazione la sosterrà nella difesa contro le pretese ingiustificate o eccessive. Se necessario, AXA si occuperà del confronto con le autorità nonché con l’assicurazione di responsabilità civile dell’azienda fornitrice di olio combustibile. Se in ultima analisi la sua responsabilità sarà provata del tutto o in parte, AXA verserà l’importo dovuto nell’ambito della copertura assicurativa.

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    Edizione 02/12

  • La mia assicurazione paga quando uno dei miei mezzi di costruzione danneggia un altro...

    ...veicolo e il danno viene notificato appena in secondo tempo?

    Dirigo un’impresa edile e recentemente abbiamo consegnato del calcestruzzo su un cantiere. Al momento della colata non abbiamo riscontrato alcun reclamo, e anche i nostri collaboratori non hanno ricevuto alcuna comunicazione circa qualsivoglia danno. Alcuni giorni dopo ci è tuttavia pervenuta una notifica di sinistro secondo cui un veicolo parcheggiato nelle vicinanze sarebbe stato danneggiato da schizzi di cemento. L’evento è coperto dalla mia assicurazione?
    G.U., ZURIGO

    Notifichi il caso alla sua assicurazione RC per imprese. Questa copertura assicurativa comprende la responsabilità legale derivante dal rischio aziendale/professionale, ovvero i rischi in rapporto con azioni od omissioni degli assicurati e con lo svolgimento dell’attività aziendale, sia negli stabilimenti o nella sede dell’impresa assicurata che al di fuori di essa; ossia, nel caso da lei indicato, anche in caso di danneggiamento di un veicolo in seguito alla colata di cemento. L’assicurazione indennizza l’ammontare che l’assicurato è tenuto a pagare al danneggiato, a titolo di risarcimento, in virtù della sua responsabilità legale. Il relativo importo sarà definito dal reparto sinistri della sua compagnia. Nel caso di sinistri coperti, l’assicurazione si assume inoltre la difesa contro le pretese ingiustificate o eccessive (la cosiddetta protezione giuridica).

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    Edizione 03/12

  • Chi risponde dei danni se l'auto di un cliente parcheggiata davanti al mio...

    ...negozio viene danneggiata da valanghe di neve dal tetto?

    Abbiamo una cartoleria in città. I clienti apprezzano la possibilità di parcheggiare direttamente accanto al negozio. Dopo intense nevicate, questo inverno è successo più volte che dal tetto si staccassero delle masse nevose, cadute per fortuna sui parcheggi vuoti. Se invece fossero stati danneggiati dei veicoli, avremmo dovuto rispondere nei confronti dei clienti?
    M.A. aus Winterthur

    Un proprietario è responsabile per la manutenzione corretta del suo immobile (art. 58 CO). Ciò comprende anche l’obbligo di proteggere il pubblico dai pericoli riconoscibili. Dopo intense nevicate, i tetti privi di sufficienti dispositivi fermaneve devono essere liberati qualora sussista un notevole pericolo che la caduta di masse nevose possa ferire i passanti o danneggiare i veicoli dei clienti. Qualora ciò non sia possibile, la superficie pubblicamente accessibile minacciata da una potenziale caduta di neve deve essere adeguatamente transennata. Un semplice cartello che indica il pericolo di slavine dal tetto non è sufficiente in caso di altezza elevata dello stesso e con cospicue quantità di neve o ghiaccio, in quanto il pericolo che ne risulta per i passanti è eccessivo. Un’assicurazione di responsabilità civile per imprese protegge dalle conseguenze di una manutenzione carente, ovvero fornisce copertura assicurativa qualora i proprietari dell’immobile siano chiamati a rispondere a richieste di risarcimento a seguito di danni a cose o persone. Questa assicurazione non esonera tuttavia i proprietari dagli obblighi di manutenzione elementari. I proprietari dei veicoli possono ottenere la liquidazione del danno anche attraverso la propria assicurazione casco parziale.

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    Edizione 01/13

  • Chi risponde dei danni, se l'albero del vicino cade sul terreno dell’azienda?
    Un albero del giardino di un vicino è caduto sul terreno della nostra azienda, danneggiando una parte considerevole della recinzione di confine. Chi risponde del danno causato?
    O.V., Rheinfelden

    Per danni del genere purtroppo di norma non è chiamato a rispondere nessuno. Un’eccezione è costituita tuttavia dal fatto che l’albero sia stato piantato dal suo vicino attuale o da un proprietario precedente del terreno confinante, o se la caduta è stata «agevolata » da una modifica apportata alla conformazione del terreno. In tal caso, in virtù delle regole in materia di responsabilità del proprietario di un’opera o del terreno, lei potrebbe avanzare una richiesta di risarcimento danni nei confronti del suo vicino. Questi a sua volta può invocare la protezione della sua assicurazione di responsabilità civile privata, che si farà carico del danno. Se invece l’evento è iconducibile a una forza maggiore (caduta di un fulmine, uragano o simili), la responsabilità non può essere attribuita a nessuno. Qualora ulteriori alberi del suo vicino dovessero minacciare l’edificio e il terreno di sua proprietà, valuti con il vicino stesso ed eventualmente con un perito il da farsi per evitare in futuro casi analoghi o addirittura più gravi.

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    Edizione 04/09

  • Come assicuro correttamente il mio carrello elevatore?
    Come devo assicurare il mio carrello elevatore contro le pretese di responsabilità civile se lo utilizzo solo sull'area aziendale?
    T. O., Ermatingen

    Se il carrello elevatore viene utilizzato solo all’interno dell’area aziendale, ai sensi della Legge sulla circolazione stradale non sono obbligatori né una licenza di circolazione, né tantomeno una targa. La copertura RC per il mezzo è compresa nell'assicurazione di responsabilità civile Professional per la sua azienda, in base a cui risulta espressamente coperta la responsabilità civile come detentore e/o derivante dall’impiego di veicoli a motore per i quali non sono prescritte né una licenza di circolazione, né una targa. La copertura si estende sia all’operatività del carrello, sia al rischio di lavoro.
    Se i veicoli di un’azienda devono circolare su brevi tratti di strada pubblica per passare da un punto all’altro della fabbrica o dell’officina, l’autorità cantonale competente può autorizzare l’impiego del mezzo senza targa per brevi tratti ai sensi dell’art. 33 dell’OAV «Veicoli di fabbrica che circolano su strade pubbliche» (sono equiparate alle strade pubbliche tutte le superfici aperte al traffico utilizzabili da chiunque, come ad esempio i parcheggi aziendali o i piazzali antistanti). Condizione preliminare per tale permesso è l’attestazione di un’assicurazione RC, che la compagnia di assicurazione è lieta di rilasciare all’Ufficio della circolazione mediante l’apposita «carta grigia». In caso di necessità, può contattare al riguardo il suo consulente. Va inoltre sottolineato che, per quanto riguarda la licenza di condurre, trovano sostanzialmente applicazione le stesse disposizioni vigenti per i veicoli immatricolati. Si noti altresì che ad esempio gli apprendisti senza patente non possono in nessun caso condurre i carrelli elevatori su strade e aree pubbliche.

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    Edizione 04/11

  • Chi si assume i costi delle nuove serrature se il mio collaboratore ha perso...

    ...le chiavi aziendali?

    Sono proprietario di un ristorante a Zurigo. Un mio dipendente ha smarrito la chiave del locale, e ciò mi ha costretto a far sostituire tutte le serrature del locale. Posso detrarre dal suo prossimo stipendio la spesa da me sostenuta (3000 franchi)? È consentito?
    Urs M., Zurigo

    Si tratta di una questione complessa, che va valutata attentamente, caso per caso. Secondo l’art. 321 lit. e del Codice delle obbligazioni, il dipendente risponde dei danni da lui cagionati al datore di lavoro per dolo o per negligenza, urché abbia violato i propri obblighi di diligenza. Occorre tuttavia chiarire di volta in volta il livello di diligenza a cui il dipendente è tenuto. Nel caso che la riguarda, rientra certamente tra gli obblighi di diligenza del suo dipendente custodire con attenzione le chiavi ricevute. Deve essere inoltre accertata la colpa del dipendente. Maggiore è il grado di colpevolezza, tanto più alto sarà il risarcimento dovuto. La perdita di una chiave aziendale può essere qualificata come negligenza di gravità da lieve a media, il che comporta una riduzione del risarcimento dovuto. Se la chiave non presenta alcun elemento identificativo del ristorante, ad es. nome, logo, indirizzo o simili, da un punto di vista giuridico può detrarre da 500 a un massimo di 1000 franchi dallo stipendio del dipendente. A certe condizioni nell’ambito dell’assicurazione responsabilità civile per imprese sussiste una copertura assicurativa per la perdita di chiavi di locali commerciali.

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    Edizione 02/10

  • Perché è così importante il fatto che la nostra associazione ora gestisce un ristorante?
    Siamo un club di tennis, organizzato come associazione. In occasione della fondazione dell’associazione, dieci anni fa, abbiamo concluso una normale assicurazione di responsabilità civile e finora non abbiamo mai avuto sinistri di una certa entità. Lo scorso anno abbiamo effettuato dei lavori di ampliamento della sede e all’inizio dell’anno abbiamo avviato un ristorante che è aperto anche al pubblico. Purtroppo nella prima settimana si è verificato subito un piccolo incidente. Al cameriere è sfuggito di mano un piatto di insalata e la salsa ha sporcato la costosa giacca di pelle di un ospite; non è stato possibile togliere la macchia, così abbiamo dovuto pagare una giacca nuova. Perché la nostra assicurazione non vuole rimborsarci questo caso palese di responsabilità civile?
    R.Z., Zurigo

    Dal punto di vista della responsabilità civile, un’associazione tennistica rappresenta un rischio molto minore rispetto a un ristorante. Pertanto anche i premi di una polizza di responsabilità civile per un’associazione sono notevolmente inferiori a quelli per un ristorante. Non conosciamo i dettagli del sinistro. Il responsabile del ristorante è un dipendente dell’associazione? In questo caso, l’associazione gestisce il ristorante e deve adeguare l’assicurazione RC, purché il ristorante sia un esercizio a carattere commerciale. Se invece il responsabile affitta il ristorante e ha concluso un contratto di affitto con l’associazione, allora spetta a lui stipulare un’assicurazione RC. Visto che per dieci anni non avete avuto sinistri nell’associazione, l’incidente è avvenuto poco dopo l’inaugurazione del ristorante e il risarcimento riguarda una giacca (quindi non un oggetto di enorme valore), le consiglio di chiedere eventualmente un altro colloquio con il suo assicuratore.

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  • Entro quali limiti un consiglio di amministrazione risponde degli affari di un'azienda?
    Sono consigliere d’amministrazione di una società anonima. Le mansioni sono delegate ai membri della direzione conformemente al regolamento d’organizzazione, per cui nelle questioni operative non ho voce in capitolo. Mi ritengo pertanto esonerato da ogni responsabilità in qualità di amministratore. È effettivamente così?
    Ruedi K., Zugo

    Nella sua funzione di alta direzione ai sensi dell’art. 716 lit. a CO, il consiglio d’amministrazione ha la possibilità di delegare vari compiti a terzi, ad es. alla direzione. Tuttavia, nella sua funzione di indirizzo, il consiglio d’amministrazione ha anche attribuzioni inalienabili, ossia rimane responsabile nonostante le deleghe conferite. I membri del consiglio d’amministrazione, infatti, rappresentano la società verso l’esterno, conformemente all’iscrizione nel registro di commercio, in base a cui è definita anche l’ampiezza del potere di rappresentanza degli amministratori. La nomina delle persone incaricate della gestione e della rappresentanza non ha però alcuna influenza sulla responsabilità dei singoli amministratori in quanto tali, poiché la gestione rappresenta un’attribuzione intrasmissibile e inalienabile del consiglio d’amministrazione (completo). Come consigliere d’amministrazione lei conserva la responsabilità anche se ha delegato i compiti di gestione. Inoltre è tenuto al costante controllo dell’attività svolta dalla direzione. Lei ha comunque la possibilità di tutelarsi contro i rischi di esponsabilità civile derivanti dai suoi mandati di amministratore stipulando una polizza individuale o di proteggere l’intero consiglio d’amministrazione con una polizza D&O (directors and officers).

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    Edizione 02/10

  • Le decisioni del consiglio di amministrazione sono valide se sono state raccolte in...

    ...via circolare mediante e-mail?

    In qualità di presidente del consiglio di amministrazione (CdA) di una società anonima mi capita spesso di raccogliere le decisioni per via circolare al di fuori delle sedute. Potrei farlo anche via e-mail? Quali prescrizioni occorre seguire?
    A.P., Stabio

    La funzione primaria del CdA è la direzione suprema della società, che comprende i cosiddetti poteri direttivi inalienabili: fissazione degli obiettivi strategici e approntamento dei mezzi necessari nonché verifica e controllo degli organi di gestione aziendale ai fini degli obiettivi da raggiungere. In linea di principio, la direzione suprema e le relative decisioni vengono definite nelle sedute del CdA. Al di fuori di esse vi è la possibilità di ricorrere alla cosiddetta via circolare, a condizione che nessuno dei membri richieda una consulenza orale. Il Codice delle obbligazioni stabilisce che le decisioni per via circolare debbano essere prese in forma scritta. La votazione via fax o e-mail è equiparata a quella apposta a mano. Si raccomanda di disciplinare esplicitamente nel regolamento di organizzazione le modalità di adozione delle decisioni e di votazione per e-mail. In generale, un voto inviato per e-mail è legalmente valido se corredato di firma elettronica qualificata. Esistono però statuti e regolamenti di organizzazione in cui si autorizza il voto senza firma elettronica qualificata. Una simile procedura può essere considerata sufficiente solo per questioni puramente interne. Qualora invece la decisione produca effetti giuridici verso l’esterno occorrono specifiche formalità da parte del CdA e quindi anche una firma elettronica qualificata. L’Ufficio del registro di commercio respingerebbe ad esempio una richiesta di nuova iscrizione di un membro del CdA derivante da una decisione per via circolare presa per e-mail senza firma elettronica qualificata. Una votazione per e-mail di decisioni per le quali la legge prescrive un atto pubblico è vietata. Esistono assicurazioni di protezione giuridica per membri del consiglio di amministrazione e di responsabilità civile per organi societari contro i danni patrimoniali (D&O) che offrono ai componenti del CdA una protezione completa. Il suo consulente AXA sarà lieto di illustrarle la soluzione assicurativa più adatta nel suo caso.

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    Edizione 03/11

  • Siamo una ditta d'installazioni elettriche che si occupa della posa e della manutenzione di impianti elettrici negli edifici. Inoltre vendiamo elettrodomestici. Quali sono gli effetti dei termini di prescrizione sulla nostra responsabilità e la nostra assicurazione?
    Siamo una ditta di installazioni elettriche che si occupa della posa e della manutenzione di impianti elettrici negli edifici. Vendiamo anche elettrodomestici. Quali sono gli effetti dei nuovi termini di prescrizione sulla nostra responsabilità e la nostra assicurazione?
    M. G., Sementina

    Innanzitutto è importante precisare che i termini di prescrizione non devono essere confusi con quelli di garanzia o di notifica. La garanzia rappresenta una conferma contrattuale di conformità di determinate caratteristiche (ad es. determinate funzionalità), rilasciata dal venditore e valida per un periodo prestabilito. Il termine di notifica è invece l’arco di tempo durante il quale il committente e/o l’acquirente può segnalare eventuali difetti degli apparecchi installati o venduti. Per legge la verifica dell’oggetto garantito deve avvenire alla conclusione della transazione. Eventuali vizi nascosti che non sono stati rilevati in quell’occasione possono essere comunicati successivamente, subito dopo la loro constatazione. Nel caso di lavori edili spesso vengono fissati dei termini di notifica dei difetti più lunghi (ad es. norma SIA 118). Il termine di prescrizione indica solo il periodo di tempo entro il quale il committente o l’acquirente può esercitare i propri diritti alla rimozione dei vizi. Ai fini della vostra responsabilità è determinante il termine di notifica, sempre inferiore a quello di prescrizione.

    Per i lavori edili i termini di prescrizione sono fissati da tempo in 5 anni, anche per gli apparecchi e gli impianti forniti e installati. A questo riguardo per voi non vi sono variazioni sostanziali. Cambia per contro il periodo in cui possono essere fatti valere i diritti per oggetti difettosi che avete fornito (ma non installato), che da uno passa a cinque anni. Se l’articolo venduto non è destinato a essere installato, il termine di prescrizione è ora di due anni. Nella vendita si allungano quindi i tempi in cui siete chiamati a rispondere.

    Tuttavia, nel caso in cui riceviate la merce da un fornitore per poi installarla in una costruzione, la vostra posizione giuridica è più favorevole rispetto a prima. Finora i vostri diritti alla rimozione dei difetti nei confronti del fornitore cadevano in prescrizione dopo un anno. Per contro il periodo in cui il committente poteva far valere i suoi diritti nei vostri confronti per vizi all’impianto si estingueva solo dopo cinque anni. Attualmente le vostre azioni di regresso verso i fornitori poggiano su basi più solide.

    In linea di principio, i termini di prescrizione possono essere ridotti, tenendo però presente che per gli apparecchi di uso privato non possono essere inferiori a due anni. Le riduzioni temporali, così come le restrizioni poste all’obbligo legale di garanzia, devono essere menzionate esplicitamente nell’ordine e non solo nelle Condizioni generali.

    Dato che la vostra assicurazione RC copre il vostro obbligo legale di responsabilità, i nuovi termini di prescrizione sono automaticamente compresi nella copertura. Non è quindi necessario adeguare la polizza. Secondo le disposizioni assicurative per i danni a persone e cose a seguito di difetti o carenze, siete coperti come finora durante i nuovi termini di prescrizione imposti dalla legge.

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    Edizione 01/14

  • Perché l'assicurazione responsabilità civile per imprese non copre tutte le spese di...

    ...riparazione sorte in seguito a un danno causato da un artigiano?

    Di recente una ditta di serramenti ha sostituito tutte le finestre della mia azienda. Durante i lavori è stato rovinato irrimediabilmente il parquet dello showroom, costringendomi a rifare l’intera pavimentazione. Dato che il danno è stato causato da un dipendente della ditta incaricata, davo per scontato che l’assicurazione di responsabilità civile per imprese di quest’ultima risarcisse tutte le spese. La compagnia d’assicurazione tuttavia ha detto che pagherà solo una parte del danno e che il resto sarà a mio carico. È giusto?
    S.G., Eschenbach

    Effettivamente nel caso in questione il sinistro rientra nella responsabilità civile per imprese della ditta di serramenti poiché a essere danneggiato è stato il parquet, non direttamente interessato dai lavori relativi alle finestre. L’assicurazione di responsabilità per imprese di chi ha commesso il danno è quindi tenuta a rimborsare le spese di riparazione. Il risarcimento è rapportato al valore attuale dell’oggetto in questione; di conseguenza l’importo corrisponderà al massimo al valore del parquet nel momento dell’evento assicurato. Anche se l’intera pavimentazione deve essere rifatta, le sarà riconosciuto un indennizzo pari al valore stimato che il parquet aveva quando è sorto il danno. Gli oneri supplementari – nel suo caso, la differenza tra valore attuale e valore a nuovo – sono a suo carico.

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    Edizione 01/11

 

Assicurazione di responsabilità civile per i danni patrimoniali

  • Per motivi di costo il consiglio di amministrazione sta pensando di rinunciare in futuro all'ufficio di revisione e di avvalersi di un opting-out. Quali aspetti devono essere considerati a questo proposito?
    Per ridurre i costi sto pensando, come membro del consiglio di amministrazione, di rinunciare in futuro all’ufficio di revisione e di avvalermi di un opting-out. Quali aspetti devono considerare?
    S. M., Turgi

    Per poter ricorrere a un opting-out è necessario che la società soddisfi i requisiti richiesti per una revisione limitata e abbia, nella media annua, non più di dieci posti di lavoro a tempo pieno. La rinuncia all’ufficio di revisione è valida solo se viene approvata dagli azionisti all’unanimità. Nelle realtà aziendali più piccole, con tale rinuncia spesso il consiglio di amministrazione perde l’unico interlocutore indipendente a cui rivolgersi per questioni riguardanti la rendicontazione e il sistema interno di controllo. Soprattutto nelle situazioni critiche ciò rischia di compromettere l’individuazione precoce di un sovraindebitamento e la comunicazione tempestiva al giudice. In futuro, nessuno si occuperà più della verifica dettagliata della chiusura annuale, per cui i collaboratori preposti lavoreranno con minore precisione o si abbasserà la soglia di scrupolo verso operazioni illecite. Senza un bilancio certificato, inoltre, risulta di solito più difficile o più oneroso ottenere un credito presso un istituto finanziario. La responsabilità personale dei membri del consiglio di amministrazione aumenta inoltre in modo considerevole.

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    Edizione 01/14

  • Quali sono le implicazioni dei nuovi termini di garanzia che saranno introdotti da...

    ...gennaio 2013 per la mia attività? Devo assolutamente adeguare subito le condizioni generali?

    Ho sentito che da gennaio 2013 saranno introdotti nuovi termini di garanzia. Quali sono le implicazioni per il mio negozio al dettaglio?
    D.G., Zurigo

    Il 16 marzo 2012 il Parlamento ha deliberato una revisione del diritto di garanzia, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2013. In base alle nuove disposizioni, a favore dei consumatori vengono riconosciuti termini di prescrizione più estesi. L’acquirente potrà dunque far valere azioni di garanzia per difetti di una cosa acquistata durante un periodo massimo di due anni (art. 210 cpv. 1 rev. CO). Detto termine trova applicazione anche per il contratto d’appalto (art. 371 cpv. 1 rev. CO). Il termine di prescrizione è ora addirittura pari a cinque anni (invece di uno) se una cosa è integrata in un’opera immobiliare conformemente all’uso (art. 371 cpv. 1 rev. CO). La revisione introduce anche ulteriori disposizioni a tutela dei contratti con i consumatori, in quanto in futuro la copertura della cosa – ossia la «garanzia» – non potrà più essere esclusa. Se si tratta di una cosa destinata all’uso personale o familiare del compratore e il venditore agisce nell’ambito della sua attività professionale o commerciale, il termine di garanzia di legge non può essere ridotto a meno di due anni per i beni nuovi e a meno di un anno per quelli usati (art. 210 cpv. 4 rev. CO). Non sono invece previsti cambiamenti per gli obblighi dei consumatori: questi ultimi devono esaminare i beni acquistati subito dopo la consegna e contestare tempestivamente le carenze riscontrate. Una violazione di questi doveri comporta la perdita di qualsiasi diritto. Tali nuove disposizioni più favorevoli ai consumatori rappresentano un’armonizzazione con le norme UE. Le aziende svizzere sono quindi chiamate ad adeguare le loro condizioni commerciali generali. Poiché si tratta di un tema legale con conseguenze di ampia portata, consigliamo di consultare un’associazione di categoria o il giurista di fiducia. Ulteriori informazioni sono disponibili tra l’altro sul portale PMI della Confederazione: www.pmi.admin.ch

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    Edizione 04/12

  • L'ufficio di revisione è dell'avviso che le scorte iscritte a bilancio della mia ditta siano sopravvalutate e l'azienda sovraindebitata. Minaccia una notifica al giudice. Ha il diritto di attuare questa procedura?
    Tre anni fa ho costituito una SA con tutto il mio patrimonio. In occasione dell’audit del conto annuale, l’ufficio di revisione è giunto alla conclusione che le scorte iscritte a bilancio sono fortemente sopravvalutate – cosa che ritengo completamente assurda. L’ufficio di revisione è dell’avviso che l’azienda sia palesemente sovraindebitata ed esige da me in quanto consigliere di amministrazione un’azione di risanamento entro quattro settimane. In caso contrario, mi è stata prospettata una notifica al giudice. Ma l’ufficio di revisione non è tenuto all’obbligo di discrezione? E ha il diritto di attuare questa procedura?
    Y. G., Payerne

    Secondo la prassi del Tribunale federale, per un consiglio di amministrazione in una situazione di sovraindebitamento può essere fissato un termine massimo di 4-6 settimane al fine di attuare un immediato risanamento del bilancio – e comunque solo a determinate condizioni. Secondo il CO, l’ufficio di revisione – laddove il CdA tenuto a intervenire rimanga inadempiente – può informare il giudice circa uno stato di palese sovraindebitamento della società, nella misura in cui non sia presente una sufficiente subordinazione di rango. In caso contrario, l’ufficio di revisione stesso si espone al rischio di essere chiamato a rispondere personalmente per i danni risultanti da un differimento del fallimento. In una tale situazione il CdA ha comunque sempre la possibilità di convincere il giudice che le scorte sono valutate in modo corretto e che l’azienda non è quindi palesemente sovraindebitata. In determinate circostanze, anche in caso di sovraindebitamento sussiste la possibilità di richiedere una dilazione del fallimento.

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    Edizione 04/13


Assicurazioni di persone

  • Negli ultimi anni il nostro organico è cresciuto continuamente, e la soluzione su supporto cartaceo oggi utilizzata non appare più adeguata. Non c'è un approccio più facile per trasmettere una notifica di sinistro?

    Lavoro in un’azienda elettrica e telecom, tra l’altro per il settore del personale, e mi occupo quindi delle notifiche di infortuni e malattie ad AXA. Negli ultimi anni il nostro organico è cresciuto continuamente, e la soluzione su supporto cartaceo oggi utilizzata non appare più adeguata. Non c’è un approccio più facile per trasmettere una notifica di sinistro?  

    M. S., Lucerna

     

    Esistono addirittura due possibilità per notificare un sinistro ad AXA con grande efficienza. Da un lato, lei può inserire i casi di malattia o infortunio in tutta semplicità in modalità online sul relativo portale. Al sito www.axa.ch/infortunio oppure www.axa.ch/malattia è possibile notificare un sinistro in modo rapido e senza supporti cartacei. Sono necessarie solo poche indicazioni quali numero di polizza, dettagli sull’infortunio o sulla malattia, dati di assunzione per le notifiche di infortunio e malattia, nonché dati salariali per eventi con perdita di guadagno. Qualora lei debba registrare con una certa regolarità sinistri nell’ambito delle assicurazioni di persone, può utilizzare il software gratuito Sunetplus (www.bbtsoftware.ch/sunetplus). Oltre a una trasmissione assolutamente sicura dei dati per i casi di indennità giornaliera, lei beneficia di ulteriori funzioni come l’amministrazione dei dati di base e delle notifiche, la realizzazione di statistiche sui sinistri o di analisi sui rischi. Con questo software è inoltre possibile tenere la gestione delle assenze e registrare anche incarichi di care management.

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    Edizione 04/13

  • Cosa significa «contributo per le indennità di rincaro» nella ricapitolazione dei...

    ...premi della mia assicurazione obbligatoria contro gli infortuni?

    Nella ricapitolazione dei premi della mia assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è riportato un cosiddetto «contributo per le indennità di rincaro». Per quale motivo devo pagarlo? Visto che incide per il 9% sul tasso netto di premio, si tratta di un importo notevole.
    U.B., Lucerna

    Nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, le rendite sono adeguate al rincaro accumulato attraverso il suddetto contributo. Secondo la Legge sull’assicurazione contro gli infortuni, le indennità di rincaro devono essere finanziate mediante le eccedenze di interessi; se queste non sono sufficienti, le spese devono essere ripartite. L’eccedenza di interessi è definita come la differenza tra la media a dieci anni delle obbligazioni decennali della Confederazione e il tasso d’interesse tecnico, attualmente pari al 3%. Visto la drastica discesa dei tassi negli ultimi anni, le eccedenze non sono più sufficienti a finanziare le indennità di rincaro. L’1.1.2007 è stato quindi introdotto un contributo, oggi pari al 9%, per finanziare tale voce. Poiché negli ultimi anni l’inflazione è rimasta stagnante e le rendite LAINF non sono aumentate, dall’1.1.2013 il contributo per le indennità di rincaro sarà ridotto al 7%.

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    Edizione 04/12

  • Come sono protetto in caso di infortuni occorsi durante una vacanza all'estero?
    Il nostro datore di lavoro ha stipulato l’assicurazione contro gli infortuni tramite AXA Winterthur. Volevo chiedervi qual è esattamente la copertura in caso di infortunio occorso durante una vacanza all’estero. Questa copertura è sufficiente oppure consigliate di stipulare assicurazioni addizionali?
    U.W. COIRA

    I dipendenti che lavorano in media oltre 8 ore settimanali sono assicurati obbligatoriamente contro gli infortuni non professionali. La copertura ai sensi della LAINF è valida anche all’estero. In generale le cure sanitarie eseguite per necessità all’estero sono rimborsate fino a un importo massimo pari al doppio delle spese che sarebbero risultate se il trattamento fosse stato eseguito in Svizzera. Per tutti i paesi dell’UE nonché per altri paesi con cui la Svizzera abbia concluso un patto sulla sicurezza sociale, tuttavia, vale la tariffa di assicurazione sociale del paese in oggetto. L’assicurato ha dunque diritto a essere curato in base alla tariffa valida in quel paese per l’assicurazione sociale. In paesi oltreoceano quali ad esempio il Nordamerica o l’Australia, però, le spese di ospedalizzazione possono essere sensibilmente più elevate di quelle rimborsate dalla LAINF. La LAINF, per le spese di salvataggio, viaggio e trasporto necessarie da un punto di vista medico, paga infatti al massimo un quinto dell’importo massimo assicurabile (al momento CHF 25 200). Anche questo importo può eventualmente non bastare. Dato che il suo datore di lavoro ha già stipulato presso AXA l’assicurazione contro gli infortuni a complemento della LAINF per il personale, questa si assumerebbe le eventuali spese aggiuntive per le prestazioni sanitarie. Può così intraprendere serenamente il suo viaggio all’estero. Ai dipendenti privi di una simile assicurazione complementare si raccomanda di stipulare un’assicurazione infortuni individuale di AXA.

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    Edizione 03/12

  • Perché la rendita AVS viene adeguata al rincaro mentre la rendita LAINF no?
    Alcuni anni fa un ex collaboratore è stato vittima di un grave incidente che gli ha procurato un’invalidità totale. Da allora percepisce una rendita LAINF. Recentemente egli mi ha espresso la sua contrarietà per il fatto che dall’1.1.2011 la rendita AVS sia stata adeguata al rincaro dell’1,75?%, mentre la sua rendita LAINF è rimasta invariata. Come mai?
    RUEDI G., WIL

    Posso capire il suo disappunto. La disparità di trattamento è riconducibile ai diversi requisiti legali. Conformemente alla Legge sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, le rendite AVS vengono adeguate ogni due anni all’evoluzione dei prezzi e dei salari (art. 33ter LAVS). A tal fine viene utilizzata la media aritmetica dell’indice dei salari determinato dalla Segreteria di Stato d’economia (SECO) e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. Conformemente alla legge sull’assicurazione contro gli infortuni, le rendite LAINF vengono invece adeguate solo al rincaro accumulato dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (art. 34 cpv. 2 LAINF). L’adeguamento avviene nello stesso momento di quello delle rendite AVS. Poiché dall’ultimo innalzamento delle rendite LAINF con effetto l’1.1.2009 l’inflazione ha avuto un andamento negativo, l’1.1.2011 non ha avuto luogo alcun ritocco. L’aumento delle rendite AVS si basa esclusivamente sull’evoluzione positiva dei salari nei due anni precedenti. Non appena l’inflazione salirà oltre l’ultimo livello dell’indice, le rendite LAINF saranno di nuove adeguate.

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    Edizione 01/12

  • In che misura sono responsabile in caso di incidente di un collaboratore con...

    ...l'auto della ditta?

    Sono elettricista e ho una ditta con tre collaboratori. Viaggiamo spesso in auto per recarci dai clienti e i miei collaboratori utilizzano naturalmente una delle due auto aziendali. Recentemente un mio conoscente mi ha detto che, qualora un collaboratore dovesse avere un incidente stradale e rimanesse infortunato e inabile al lavoro, spetterebbe a me versargli la parte del salario non coperta dall’assicurazione infortuni. È vero e quale percentuale dovrei pagare?
    R.M., Zurigo

    Se un suo collaboratore ha un incidente d’auto sul lavoro e rimane inabile al lavoro per un certo periodo, l’assicurazione infortuni paga l’80% della retribuzione. Fino alla fine del 2007 il datore di lavoro rispondeva verso i propri collaboratori soltanto se aveva contribuito all’evento intenzionalmente o per negligenza grave. Dal 1° gennaio 2008 si applica invece una nuova disposizione prevista dall’art. 75 cpv. 3 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Per effetto anche della 5a revisione della AI, queste restrizioni sono state abolite. Il collaboratore può chiedere al datore di lavoro, cioè a lei, il versamento del restante 20% del suo salario (netto). Naturalmente il collaboratore ha questo diritto solo se non ha causato lui stesso l’infortunio per negligenza grave, p.es. per spossatezza o consumo di alcolici. Lei ha comunque un’assicurazione di responsabilità civile per la sua auto che, in ultima istanza, compenserebbe il restante 20% del salario.

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  • Perché devo assicurare la mia azienda presso la Suva?
    Ho un’impresa di gessatura con vari dipendenti e sono assicurato alla Suva contro gli infortuni. Capisco che, come impresa del settore edile, sono soggetto obbligatoriamente alla Suva, ma vorrei stipulare anche un’assicurazione infortuni complementare per me e i miei collaboratori. Pare, tuttavia, che possa farlo soltanto con una compagnia d’assicurazioni privata, come AXA Winterthur ad esempio. Perché questo vincolo dell’assicurazione obbligatoria presso la Suva? Non c’è la possibilità di stipulare tutto presso un’assicurazione privata, cosa che reputo più semplice dal punto di vista amministrativo?
    H.K., Berna

    La sfera di competenza della Suva è descritta all’art. 66 della Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) e all’art. 73 segg. dell’ordinanza d’esecuzione (OAINF). Le aziende operanti in qualsiasi ramo dell’industria edilizia – comprese quindi anche le imprese di gessatura – rientrano nella sfera di competenza della Suva. Le categorie in cui sono suddivise le aziende assicurate presso la Suva e quelle il cui rischio d’infortuni è coperto da altri assicuratori abilitati hanno radici storiche.
    Dall’entrata in vigore della LAINF, tutti i lavoratori sono soggetti all’assicurazione obbligatoria, il che attribuisce al diritto di assoggettamento (Suva o assicuratori privati) una funzione completamente diversa, non più sociale, bensì meramente economica.
    Sinora, purtroppo, il legislatore si è rifi utato di porre fi ne al monopolio parziale della Suva privatizzando l’ente statale, nonostante gli assicuratori LAINF privati abbiano dimostrato di saper gestire l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni al pari della Suva. L’esempio del Liechtenstein, in cui l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è interamente nelle mani delle compagnie private, testimonia inoltre che la solidarietà può essere garantita anche con un volume molto ridotto. Le imprese edili locali, tra l’altro, sono soggette a premi decisamente inferiori.
    Nel suo caso, non può che stipulare l’assicurazione obbligatoria presso la Suva e quella complementare presso un assicuratore privato. A prescindere dal fatto che la sua impresa ha comunque rapporti contrattuali anche con assicuratori privati (assicurazione collettiva d’indennità giornaliera in caso di malattia, previdenza professionale ecc.), gli oneri amministrativi saranno limitati. Di norma, in fase di liquidazione di un sinistro il suo assicuratore complementare si rifarà alle decisioni e indicazioni della Suva (conteggi, disposizioni), rivolgendosi direttamente a essa in caso di dubbi. Di certo, inoltre, le offrirà un’evasione completa e poco burocratica dei sinistri.

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  • Posso detrarre il premio per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni dallo...

    ...stipendio dei miei dipendenti?

    Per la mia azienda ho stipulato l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni secondo la LAINF presso AXA Winterthur. Posso dedurre il premio o una sua parte dal salario dei miei dipendenti?
    S. P., Thun

    Per la componente «infortunio professionale» (IP) dell’assicurazione ob bligatoria, la LAINF prescrive che i premi debbano essere pagati interamente dal datore di lavoro. Per la componente «infortunio non professionale» (INP), invece, i premi possono essere addebitati interamente ai dipendenti. In molte aziende, di solito, è il datore di lavoro a pagare una parte dei premi INP, perché così risulta più interessante lavorare per la ditta. A tale proposito, però, lei deve tener presente che i premi INP possono essere dedotti solo dal salario LAINF, attualmente pari a 126 000 franchi. Se ad esempio un collaboratore percepisce un salario annuo di 140 000 franchi, la deduzione può essere effettuata soltanto fino a 126 000 franchi. La parte eccedente non viene considerata. Anche per gli infortuni professionali è soggetto al premio al massimo il salario LAINF.

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    Edizione 01/10

  • Il mio collaboratore è coperto dall'assicurazione infortuni obbligatoria anche durante...

    ...il congedo non retribuito?

    Un mio dipendente prenderà un congedo non retribuito di otto settimane. Normalmente è coperto dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni della mia ditta, ma cosa succede durante durante il congedo?
    Rolf K., Basilea

    Se il suo dipendente lavora almeno otto ore settimanali nella sua ditta, l’assicurazione contro gli infortuni non professionali prevede una copertura suppletiva di 30 giorni a valere dall’ultimo giorno lavorativo retribuito, conformemente alla Legge sull’assicurazione contro gli infortuni. Pertanto, durante tale periodo il suo dipendente è coperto dall’assicurazione contro gli infortuni della ditta. Tuttavia, dato che sarà assente per due mesi, per il secondo mese può stipulare con la compagnia d’assicurazioni della ditta una cosiddetta assicurazione per convenzione, che ha una durata massima di sei mesi, costa 40 franchi al mese e offre le stesse coperture dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Se per i suoi dipendenti ha stipulato un’assicurazione complementare contro gli infortuni (ad es. per una copertura semiprivata), il suo dipendente deve sapere che l’assicurazione per convenzione non prevede tale possibilità. Il modulo relativo all’assicurazione per convenzione può essere richiesto alla compagnia di assicurazione infortuni. Il premio va versato prima dell’inizio dell’assicurazione. Per quanto concerne l’assicurazione malattia, raccomandiamo al suo dipendente di informarsi presso la propria cassa malati se le coperture sono sufficienti anche in caso di viaggi all’estero.

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    Edizione 02/10

  • I visitatori del mio studio sono assicurati contro gli infortuni?
    Sono una psicologa indipendente e lavoro nel mio studio privato. Quali assicurazioni dovrei stipulare per tutelare i miei pazienti e visitatori nel caso di un possibile infortunio, come ad esempio una caduta dalle scale?
    U.L., Zurigo

    Dopo un simile incidente si pone sempre la questione individuale della responsabilità. Di norma, i suoi pazienti e visitatori sono coperti contro le conseguenze di una caduta dalle scale attraverso la propria assicurazione infortuni. Nonostante le buone prestazioni delle assicurazioni sociali, non è raro che singole persone non dispongano di una sufficiente copertura contro gli infortuni, ad esempio lavoratori che svolgono meno di otto ore settimanali presso un datore di lavoro, oppure casalinghe, studenti o domiciliati all’estero. Ma anche per le persone assicurate contro gli infortuni non professionali ai sensi della LAINF, una soluzione complementare può soddisfare un’esigenza concreta, andando a coprire le lacune delle coperture statali o private. AXA Winterthur offre quindi ai lavoratori indipendenti l’assicurazione contro gli infortuni di clienti e visitatori, che copre spese di cura, indennità giornaliere e capitali (invalidità/morte). In tale ambito, è altresì possibile assicurare individualmente soltanto prestazioni singole. Questa soluzione può essere inclusa anche nel pacchetto globale «Assicurazione di persone Professional ». Il suo consulente sarà lieto di rispondere a ulteriori domande e allestire per lei un’offerta.

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    Edizione 04/10

  • Per quale motivo, nonostante l'assicurazione d'indennità giornaliera, se il mio...

    ...collaboratore si ammala devo pagare il salario di tasca mia per i primi 30 giorni?

    Sono un web designer autonomo con due dipendenti, per i quali ho stipulato un’assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia presso AXA Winterthur. Per quale motivo se un collaboratore si ammala devo pagare di tasca mia il salario per i primi 30 giorni?
    A.M., Bülach

    La sua assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia prevede la prosecuzione del pagamento del salario all’80% dopo un termine di attesa di 30 giorni. In altre parole, in caso di assenza prolungata a seguito di malattia, l’assicurazione paga dal 31° giorno l’80% del salario per un massimo di 700 giorni. La scelta di un termine di attesa di 30 giorni comporta il pagamento di premi molto più bassi, in quanto le assenze brevi, ad esempio per un’influenza, non sono coperte. Poiché tuttavia l’art. 324a cpv. 1 del Codice delle obbligazioni stabilisce che lei come datore di lavoro debba corrispondere ai collaboratori l’80% del salario durante il periodo di attesa, questi 30 giorni sono a suo carico. Se trova tale periodo troppo ampio, può ridurre il termine di attesa a 7 o 14 giorni, con relativo aumento del premio assicurativo.

     

    Per saperne di più sull'assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia

     

    Edizione 02/11


Protezione giuridica

  • Posso rifiutarmi di consegnare le gomme estive a un cliente che non ha ancora...

    ...pagato le mie fatture?

    Sono titolare di un’officina e vorrei rifiutarmi di consegnare le gomme estive, stivate nel mio magazzino, a un cliente che non ha ancora pagato le mie ultime fatture. Posso farlo?
    PETER K., BERNA

    Sì, può trattenere gli pneumatici finché il cliente non regola le sue pendenze. Si avvale in questo caso del cosiddetto «diritto di ritenzione» sancito dal Codice civile (artt. 895 e segg. CC). Se un creditore è in possesso di beni mobili, può trattenerli fino al pagamento del credito da parte del debitore, a condizione che il credito sia scaduto e che sussista un certo nesso fra la pretesa e il bene ritenuto. Da un punto di vista giuridico, la riparazione del veicolo del suo cliente costituisce un contratto d’appalto. Per la custodia delle gomme estive è stato concluso un contratto di deposito. Nonostante queste due diverse configurazioni giuridiche lei è legittimato a esercitare il diritto di ritenzione in quanto sussiste un legame tra il suo credito e gli pneumatici.

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    Edizione 01/12

  • Quando devo versare contributi alle assicurazioni sociali per la mia donna delle pulizie?
    Ho una donna delle pulizie che ogni settimana lavora da noi nove ore. Le pago quanto dovuto in contanti, senza versare i contributi alle assicurazioni sociali o all’assicurazione contro gli infortuni. Il compenso annuo della mia donna delle pulizie ammonta a circa 10 000 franchi. È corretta questa procedura dal punto di vista legale?
    S.P., Horw

    In questo modo lei perpetra una violazione contro l’obbligo di notifica e conteggio ai sensi del diritto sulle assicurazioni sociali e lascia che la sua donna delle pulizie lavori in nero. Lei si rende quindi sanzionabile ai sensi della Legge contro il lavoro nero (LLN) e della relativa ordinanza. Sui corrispettivi derivanti da attività lavorative principali o secondarie a partire da un importo annuo di CHF 2200 devono sempre essere versati i contributi alle assicurazioni sociali (AVS, AI, IPG e AD). In linea di principio, questi contributi non devono essere versati solo fino a un reddito annuo di CHF 2200. Tale regolamentazione non trova tuttavia applicazione per le persone occupate in un’economia domestica privata: in questi casi, infatti, i contributi sociali vanno versati a prescindere dall’importo della retribuzione. Come datore di lavoro, ha inoltre l’obbligo di stipulare a suo carico un’assicurazione infortuni per la sua colf. Se questa lavora per più di otto ore a settimana, è tenuto a stipulare un’assicurazione anche per gli infortuni non professionali. Questo premio può tuttavia essere trattenuto alla collaboratrice domestica. Dal 1° gennaio 2008 lei ha la possibilità di avvalersi della procedura semplificata. Questa modalità prevede anche il pagamento di un’imposta alla fonte del 5% per tutte le persone (anche i cittadini CH), che lei deve trattenere dal salario soggetto ai contributi AVS. Il suo interlocutore per tutte le questioni riguardanti la procedura di conteggio semplificata è la cassa di compensazione di competenza. L’apposito modulo di notifica può essere richiesto presso la cassa stessa. Il modulo di notifica per l’assicurazione infortuni è disponibile al sito a AXA Winterthur. Per maggiori informazioni sul tema del lavoro nero è possibile consultare il sito www.no-al-lavoro-nero.ch.

    Modulo di notifica per l’assicurazione infortuni

    www.no-al-lavoro-nero.ch.

  • Quando hanno validità i contratti di compravendita stipulati con minorenni?
    Sono il proprietario di un piccolo negozio di computer. Una 14enne ha acquistato nel mio negozio un lettore MP3 per 350 franchi. Dato che non aveva così tanti soldi con sé, ho allestito una fattura. I genitori però non sono d’accordo con il contratto d’acquisto e si rifiutano di pagare la fattura. Possono farlo giuridicamente?
    Sascha M., Zurigo

    Sì, è corretto, dato che i bambini e i giovani con meno di 18 anni non possono impegnarsi senza l’autorizzazione dei genitori. Se essi stipulano comunque un contratto, questo diventa vincolante solo se i genitori l’autorizzano in un secondo momento. Il consenso dei genitori può essere concesso sia prima che dopo l’acquisto, sia oralmente che per iscritto. La legge prevede un’eccezione per i ragazzi in un’età capace di discernere (ossia dai 12 anni circa): i minorenni possono disporre liberamente della propria paghetta o del proprio salario d’apprendista e non hanno bisogno del consenso dei genitori. Considerato che la 14enne non avrebbe potuto acquistare il lettore MP3 con la sua paghetta, il consenso dei genitori è indispensabile e visto che questi ultimi non sono d’accordo, il contratto è nullo. Quale venditore deve quindi chiedere la restituzione dell’apparecchio. Qualora i genitori non si fossero espressi entro due settimane e la ragazza avesse già utilizzato il lettore MP3, sussisterebbe un consenso tacito dei genitori con il contratto e pertanto esso sarebbe valido.

    Per saperne di più sull'assicurazione di protezione giuridica

    Edizione 03/1

  • Quale piccolo imprenditore ho proprio bisogno di un'assicurazione di protezione giuridica per imprese?
    Ho da poco aperto un’attività in proprio di imbianchino. Un conoscente, titolare di azienda, mi ha consigliato di stipulare il prima possibile un’assicurazione di protezione giuridica per imprese. Ma ne ho davvero bisogno? E in caso affermativo, quali vantaggi ne traggo?
    Sascha M., Zurigo

    Ogni azienda è costantemente esposta a numerosi rischi potenziali. Le controversie giuridiche relative a richieste da dipendenti, locatori, fornitori, clienti o altre persone e istituzioni comportano per ogni impresa un rischio finanziario difficilmente stimabile. Di conseguenza, la protezione giuridica è un importante elemento della pianificazione dei costi aziendali. Da un lato lei può così pianificare esattamente le spese legali e dall’altro non deve occuparsi personalmente di spiacevoli controversie giudiziarie, concentrandosi così sulla sua attività.
    Con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2011 del nuovo Codice di procedura civile svizzero (CPC), la copertura di un’assicurazione di protezione giuridica è divenuta ancora più rilevante. Il nuovo CPC prevede infatti che la parte attrice possa essere obbligata ad anticipare la totalità delle spese processuali. In caso di sentenza favorevole, l’attore può richiederne poi il rimborso al convenuto, analogamente alle indennità ripetibili. Egli è quindi esposto al rischio di insolvenza della controparte. L’assicurazione di protezione giuridica di AXA-ARAG assume tutti i costi sostenuti, quali onorari dei legali, tasse di giustizia e spese processuali, perizie, indennità processuali o ripetibili alla controparte, eccetera, ed è altresì al suo fianco in qualsiasi momento con la massima competenza.

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    Edizione 02/11

  • Sono tenuto a riprendere un frigorifero che non ha spazio nella cucina dell'acquirente?
    Sono obbligato a riprendere un frigorifero venduto nel mio negozio di elettrodomestici, perché non ha le dimensioni giuste dato che il cliente ha sbagliato a prendere le misure?
    J.P., Leysin
    In Svizzera non vige un diritto generale di recesso, tranne nei casi in cui venga espressamente previsto in forma scritta all’atto dell’acquisto. Vale il principio: comprato è comprato. In mancanza di una tale clausola scritta lei non è quindi tenuto a riprendere il frigorifero. In segno di correntezza può tuttavia offrire di cambiarlo, come succede per i capi di abbigliamento.

     

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    Edizione 03/11

  • L’assicurazione di protezione giuridica aiuta anche in caso di questioni d’affari?

    Da un paio d’anni ho una piccola ditta di traslochi con tre collaboratori e da più di 10 anni ho un’assicurazione di protezione giuridica della Winterthur-ARAG. Ultimamente, durante un trasloco, sono stati leggermente danneggiati un pianoforte e una cassapanca antica. Il cliente chiede un indennizzo che considero eccessivo e minaccia di procedere per via legale contro la mia ditta. Questa controversia è coperta dalla mia assicurazione di protezione giuridica?
    P.M., Zurigo

    No, lei ha concluso un’assicurazione di protezione giuridica per privati che copre controversie in cui lei è implicato come privato, lavoratore dipendente, paziente, consumatore, pedone, conducente di velocipede o motociclo, passeggero di un mezzo di trasporto pubblico o privato, militare dell’esercito svizzero, membro della protezione civile o del corpo dei pompieri. La sua attività professionale è esplicitamente esclusa.  Esistono assicurazioni di prote­zione giuridica che coprono i più diversi ambiti. Le consiglio di stipulare per la sua ditta una polizza di protezione giuridica aziendale comprensiva di protezione giuridica contrattuale, che offre una perfetta copertura per il caso da lei citato.

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Diritto del lavoro

  • Devo accordare le vacanze a un collaboratore anche se in quel periodo abbiamo molto lavoro?
    ​Un mio collaboratore vorrebbe prendere due settimane di ferie a fine luglio 2013. Il suo saldo vacanze è pari a quattro settimane. Gli ho detto che a luglio/agosto 2013 avremo molto lavoro e che perciò non posso purtroppo autorizzare la sua richiesta. Il mio dipendente afferma ora che sono tenuto a concedergli queste vacanze. È vero?
    F. M., Wil

    «Il datore di lavoro stabilisce la data delle vacanze», recita la legge, tuttavia «considerando i desideri del lavoratore, per quanto sono compatibili con gli interessi dell’azienda e dell’economia domestica » (art. 329c CO). Qualora si verifichino emergenze o picchi di produzione nell’azienda, lei ha il diritto di rifiutare l’approvazione delle ferie del suo collaboratore. Le vacanze devono essere concesse di norma nell’anno di servizio in cui maturano. Solo in casi eccezionali e in presenza di motivi rilevanti lei può disporre il rinvio delle vacanze all’anno successivo. Il momento di fruizione delle ferie deve essere concordato per tempo. Almeno due settimane di vacanza devono essere consecutive. Se un collaboratore usufruisce arbitrariamente delle ferie, ciò può comportare un licenziamento in tronco.

     

    Edizione 03/13

  • È ammesso che una collaboratrice del mio negozio consegua un guadagno...

    ...accessorio esibendosi varie volte l’anno con la sua band musicale?

    Gestisco un piccolo negozio d’abbigliamento con quattro impiegati a tempo pieno. Ho scoperto che una collaboratrice consegue un guadagno accessorio esibendosi varie volte l’anno con la sua band musicale. È lecito?
    A.T., Niederbipp

    Un guadagno accessorio è sostanzialmente ammesso, sebbene il collaboratore debba considerare vari obblighi di lealtà verso il suo datore di lavoro principale (art. 321a CO): l’attività accessoria non può essere in concorrenza con quella del datore di lavoro principale, pregiudicare il riposo durante il tempo libero e le ferie, ovvero impossibilitare il rispetto delle norme quali ad esempio l’orario di lavoro massimo consentito dalla Legge sul lavoro.

  • A partire dai 60 anni i dipendenti hanno diritto a più giorni di vacanza?
    Il mio dipendente, che finora aveva sempre avuto quattro settimane di ferie, un mese fa ha compiuto 60 anni. Quest’anno vorrebbe cinque settimane di vacanza, adducendo la motivazione che dopo i 60 anni si ha diritto a una settimana in più. È vero?
    F. R., Vevey

    No, perché ai sensi dell’art. 329a del Codice delle obbligazioni, il datore di lavoro è tenuto a riconoscere ai dipendenti quattro settimane di vacanze per anno civile. Fanno eccezione i giovani fino ai 20 anni, i quali beneficiano di cinque settimane all’anno. Esistono tuttavia numerosi contratti collettivi di lavoro che per i dipendenti più anziani prevedono più ferie. Anche nei contratti di lavoro individuali le aziende possono riconoscere un numero di giorni di ferie maggiore rispetto a quanto previsto dal CO. Spesso si tratta di cinque settimane a partire dai 50 anni e di sei settimane dai 60 anni. Poiché nel caso specifico né il contratto di lavoro individuale, né un eventuale contratto collettivo prevedono una regolamentazione delle ferie più estesa, il suo dipendente ha diritto alle consuete quattro settimane anche a 60 anni.

  • Sono obbligato a corrispondere nuovamente la gratifica natalizia?
    Negli scorsi anni a Natale ho sempre pagato ai miei dipendenti una gratifica di importo pari a un salario mensile. Quest’anno non sarò in grado di farlo a causa della situazione finanziaria sfavorevole della mia azienda. Sono obbligato a pagare comunque una tale gratifica?
    M.M., Zugo

    L’esistenza di un obbligo in tal senso dipende da cosa lei ha concordato con i suoi collaboratori. La tredicesima è una componente salariale fissa, mentre la gratifica è una prestazione straordinaria su base volontaria che il datore di lavoro può corrispondere a propria discrezione e subordinare a determinate condizioni. Una gratifica può tuttavia tramutarsi in una componente salariale fissa qualora nel corso degli anni un datore di lavoro l’abbia pagata in maniera regolare, con un importo costante e senza alcuna riserva. Una tredicesima è invece sempre dovuta e va corrisposta pro rata anche se un rapporto di lavoro viene concluso nel corso dell’anno. Nel presente caso, nel contratto di lavoro lei ha concordato con i suoi dipendenti una gratifica e non una tredicesima. Se in occasione di ogni pagamento lei ha sempre sottolineato il carattere di volontarietà di tale gratifica e non esiste alcun contratto collettivo, non è tenuto a corrispondere tale importo.

  • Quando posso licenziare in tronco il nuovo collaboratore?
    Sono titolare di una falegnameria di medie dimensioni e qualche mese fa ho assunto un nuovo collaboratore. Dopo l’entusiasmo iniziale, la sua motivazione è visibilmente evaporata nelle ultime settimane. Sebbene ci sia molto da fare, sul lavoro è svogliato e spesso rimane assente senza giustificazione. Ho l’impressione che, invece di venire al lavoro, vada a bighellonare. Questo atteggiamento mi irrita e vorrei licenziarlo in tronco. Posso?
    L.W., via e-mail

    Per legge, lo scioglimento immediato del contratto di lavoro può avvenire solo «per cause gravi». Il rapporto di fiducia tra le parti deve essere gravemente compromesso, al punto che l’interruzione immediata del rapporto di lavoro appaia come l’unica soluzione. Finora i tribunali hanno riconosciuto i seguenti casi come cause gravi: crimini e delitti durante il rapporto di impiego (p.es. furto, frode, falsificazione dei conteggi spese), concorrenza con il datore di lavoro, lavoro nero, accettazione di bustarelle. In caso di rifiuto ripetuto e perseverante a svolgere il lavoro assegnato, di assenze ingiustificate dal posto di lavoro, vacanze prese di propria iniziativa, ritardi ripetuti e ingiustificati occorre prima un ammonimento da parte del datore di lavoro. Le raccomando di comunicare l’ammonimento per iscritto in modo da conservare una prova. In effetti un singolo caso di assenza ingiustificata non è sufficiente per la disdetta immediata. Qualora la disdetta immediata sia illegittima, il giudice può obbligare il datore di lavoro, su richiesta del licenziato, a pagare un risarcimento che può ammontare fino a sei mesi di salario. Poiché lei è nostro cliente ed è titolare di un’assicurazione di protezione giuridica per imprese, può scaricare ulteriori informazioni e modelli anche dal sito Internet www.myright.ch indicando il suo numero di polizza.

    www.myright.ch (in francese)
  • È consentito prolungare il periodo di prova di un nuovo collaboratore?
    Il mio nuovo dipendente lavora nella mia ditta dal 1° aprile. Abbiamo concordato un periodo di prova di tre mesi, che vorrei tuttavia prolungare per una serie di motivi. È consentito?
    Kaspar L., San Gallo

    Per legge è considerato periodo di prova il primo mese di un rapporto lavorativo. Esso può essere esteso fino a un massimo di tre mesi mediante contratto scritto. Ulteriori proroghe non sono ammesse, a meno che il neoassunto si sia trovato in incapacità lavorativa per malattia o infortunio o abbia dovuto prestare servizio militare. In questi casi il periodo di prova può essere prolungato per la durata dell’assenza.

    Edizione 02/10

  • La corrispondenza commerciale deve sempre essere redatta in due lingue?
    Abbiamo dovuto licenziare un collaboratore a Ginevra, e la relativa lettera è stata appositamente tradotta in francese. Adesso l’ex dipendente ci ha richiesto una motivazione scritta, che noi abbiamo redatto in tedesco. O siamo tenuti a tradurre tutta la documentazione relativa a questo rapporto, anche se la sede principale dell’azienda è nella Svizzera tedesca?
    K.J., Berna

    Dipende da quale lingua è stata utilizzata per il contratto di lavoro, i conteggi salariali e l’ulteriore corrispondenza. Se tutti questi documenti erano in francese, l’ex collaboratore ha diritto a una motivazione in francese. È quindi irrilevante che la sede dell’azienda sia nella Svizzera tedesca. Se invece la comunicazione è sempre avvenuta in tedesco, il collaboratore non ha alcun diritto a una motivazione in lingua francese.

    Edizione 04/10


Assicurazione di veicoli

  • Richiesta di regresso in caso di colpa grave
    Il pacchetto di norme «Via sicura» prevede più severità per i conducenti spericolati. Ho sentito che, di conseguenza, dal prossimo anno non potrò più assicurare i miei autisti contro i reati della circolazione con addebito di colpa grave. È vero?
    P. H., Dürrenäsch

    Con i nuovi provvedimenti volti a migliorare la sicurezza stradale, la LCStr viene adeguata. Nel caso delle infrazioni per eccesso di velocità o della guida in stato di ebrietà o di inidoneità dovrà ora essere effettuato obbligatoriamente un regresso sul conducente che abbia causato danni a terzi. La legge parla di reati per eccesso di velocità nei seguenti casi: min. 70 invece di 30 km/h; min. 100 invece di 50 km/h; min. 140 invece di 80 km/h; min. 160 con una velocità massima segnalata di oltre 80 km/h. In questi casi di palese colpa grave, a partire dal 2014 (per i contratti in essere dal 2015) l’assicuratore RCVM dovrà rivalersi sull’autore del danno per una parte degli oneri sostenuti. Contro un regresso per altri reati con colpa grave, come ad es. il mancato rispetto di un semaforo rosso o eccessi di velocità meno gravi, i conducenti possono continuare ad assicurarsi attraverso un’apposita copertura complementare.

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    Edizione 02/13

  • Di chi è la colpa se apro la portiera dell'auto e qualcuno ci va contro?
    Di recente ho vissuto un attimo di terrore nello scendere dall’auto. Avevo appena trovato un parcheggio a poca distanza da una curva e, dopo aver guardato nello specchietto per sincerarmi che non arrivasse nessuno, ho aperto la portiera. Avevo già una gamba sulla strada quando ho visto un’auto uscire dalla curva a velocità sostenuta. Ho fatto appena in tempo a tirare verso di me la portiera, ed evitare così che l’auto si trascinasse dietro quest’ultima e persino il sottoscritto. Chi sarebbe responsabile in questo caso? Io non ho spalancato la portiera all’improvviso e l’auto, secondo me, è uscita dalla curva troppo velocemente.
    P. W., Lugano

    In linea di principio, quando si sale o si scende da un’auto occorre la massima prudenza al fi ne di non mettere in pericolo gli altri utenti della strada, in particolare le biciclette e le due ruote in generale. Nella situazione da lei descritta, è evidente che l’incidente è stato evitato grazie alla sua prontezza di rifl essi. In caso di incidente, la sua ipotesi che il conducente stava guidando troppo velocemente sarebbe stata da verifi care. Se la portiera della sua auto fosse stata danneggiata o lei persino ferito, dall’entità del sinistro i periti di AXA Winterthur avrebbero potuto stimare la velocità a cui è avvenuta approssimativamente la collisione. Se eccessiva, il conducente o la sua assicurazione avrebbe dovuto assumersi parte della responsabilinente tà del danno. Anche in questo caso, tuttavia, parte della responsabilità sarebbe stata comunque a suo carico, poiché, aprendo la portiera, si genera un rischio per gli al tri utenti della strada.
    In generale, quindi, si può dire che l’obbligo di prudenza spetta a colui che scende dall’auto. A tale proposito, vi è tutta una serie di situazioni che vanno valutate differentemente. Dipende dalla persona che scende dall’auto, se è il conducente, un passeggero, un anziano, qualcuno che utilizza l’auto di rado o un bambino. Va considerato anche se il veicolo era o meno in funzione, ad esempio se era a motore avviato o con i fari accesi. In base a ciò, l’assicurazione RC auto o privata interviene per liquidare il sinistro. Onde evitare interminabili discussioni e garantire il pari trattamento degli assicurati a prescindere dalla formula prescelta, la commissione dei responsabili sinistri dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ha formulato alcune raccomandazioni per stabilire quale assicurazione debba rispondere in funzione della situazione.

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  • Di che è la responsabilità se l’auto è a noleggio?
    La mia compagna ha un figlia ventenne alla quale di tanto in tanto presto la macchina perché lei non può ancora permettersene una. Chi risponde se Beatrice ha un incidente, cosa finora per fortuna mai successa?
    F.L., Berna

    A rispondere di eventuali danni causati a persone dalla figlia della sua compagna è la sua assicurazione responsabilità civile per veicoli a motore. Inoltre, se lei ha un’assicurazione casco totale, questa ri­sponde anche dei danni causati alla sua vettura. Ciò naturalmente le comporta una perdita del bonus ed eventualmente anche un aumento del premio. A indennizzarla di questi oneri dovrebbe essere la giovane, o più precisamente, la sua assicurazione di responsabilità civile. Quest’ul­tima però lo farà solo se nel con­tratto è compresa la clausola «guida di vettura di terzi» (attenzione: è assicurata solo la guida saltuaria, e una volta al mese può già essere interpretato come uso regolare). Soprattutto i giovani farebbero bene ad assicurarsi contro questo rischio. Consigliamo alla figlia della sua compagna di con­trollare la propria copertura presso la sua assicurazione. Spesso questa clausola prevede però una franchigia di diverse centinaia di franchi. Nel caso in cui la polizza RC della ragazza non copra il rischio «guida di vettura di terzi» e se lei non ha un’assicurazione casco totale, non le re­sterà che pagare i danni e poi farsi rimborsare dalla ragazza.

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    Per saperne di più sull'assicurazionedi responsabilità civile privata

  • Quando ho diritto a un'auto di rimpiazzo?

    Che cosa succede se dopo un incidente causato per colpa di terzi non posso servirmi della mia automobile aziendale per alcuni giorni?
    Daniel R., Zurigo

    Se l’utilizzo di un’automobile durante la riparazione è indispensabile, ha diritto a un veicolo di rimpiazzo a carico del soggetto responsabile. Tuttavia, deve dapprima contattare l’assicurazione RC del terzo informandola della necessità di un veicolo di rimpiazzo. Se quest’ultima le mette a disposizione un veicolo di rimpiazzo o se desidera prendere in considerazione un particolare noleggiatore, dovrebbe seguire tali indicazioni nel limite del possibile (obbligo di limitazione del danno). In pratica ciò significa che lei ha diritto a noleggiare un veicolo di rimpiazzo della stessa categoria e a pretendere la stessa estensione della copertura assicurativa (copertura, franchigia ecc.) dell’automobile danneggiata. L’ideale è che esponga tutti gli aspetti all’assicurazione RC. Nonostante l’assunzione dei costi di locazione da parte dell’assicurazione RC, le spese che avrebbe comunque dovuto sostenere con la propria automobile sono a suo carico (carburante), come pure eventualmente un importo per il risparmio conseguito grazie al non utilizzo del suo veicolo in caso di chilometraggio molto elevato.
    Inoltre, se è previsto che la riparazione duri a lungo (più di qualche giorno), la targa dell’automobile danneggiata deve essere trasferita sul veicolo in locazione.

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    Edizione 03/10

  • Quale prezzo devo indicare per la stipulazione di un'assicurazione caso per il mio veicolo?
    JVorrei stipulare un’assicurazione casco per i miei veicoli commerciali. Quale prezzo devo indicare?
    F.K., Bienne

    Deve dichiarare il prezzo di listino valido ufficialmente al momento della fabbricazione, IVA inclusa (prezzo di catalogo) o, qualora sia impossibile determinarlo, il prezzo lordo del veicolo nuovo. L’importo deve comprendere anche l’equipaggiamento supplementare e gli accessori. Non basta quindi indicare il prezzo pagato all’acquisto. In altre parole, non è consentito detrarre eventuali sconti e l’IVA dal prezzo di catalogo o dal prezzo lordo. Il prezzo di catalogo, o il prezzo lordo, costituisce infatti la base della tariffazione, cioè del premio. Per questo motivo è importante indicare il valore corretto. Qualora venga dichiarato un prezzo troppo basso, il risarcimento in caso di danno totale risulterà inferiore a quello che sarebbe stato corrisposto se il prezzo fosse stato corretto. Lo stesso può verificarsi per i danni parziali (riparazioni). In caso di sinistro, risarcimenti danni vengono corrisposti sempre al netto dell’IVA agli stipulanti autorizzati alla deduzione dell’imposta precedente.

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    Edizione 03/11


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